I test di Barcellona hanno dato un assaggio di quella che potrebbe essere la stagione 2026 di Formula 1, con la Ferrari che ha mostrato segnali incoraggianti. Nonostante il miglior tempo di Lewis Hamilton a bordo della SF-26 non sia indicativo delle reali prestazioni, rappresenta comunque una boccata d'ossigeno per una squadra desiderosa di lasciarsi alle spalle le delusioni del 2025. L'affidabilità dei sistemi è apparsa solida, ma la sfida ora è ottimizzare la gestione dell'ibrido.
Con due Ferrari al primo e terzo posto, intervallate dalla McLaren del campione del mondo Lando Norris, la squadra di Maranello ha mandato un chiaro messaggio. Il sorriso di Charles Leclerc, che ha ottenuto il terzo tempo in mattinata, quando la pista era meno performante, testimonia la fiducia nell'aver svoltato pagina.
È ancora presto per trarre conclusioni definitive, ma i dati raccolti durante i test sono incoraggianti. La SF-26 ha percorso oltre 2000 chilometri senza problemi, equivalenti a 440 giri o più di sei Gran Premi. Se si aggiungono i dati raccolti da Haas e Cadillac con la power unit 067/6, si arriva a un totale di 895 giri, pari a 13 Gran Premi e mezzo. Questo dimostra che i timori sull'affidabilità del motore sono stati fugati.
La power unit, curata da Enrico Gualtieri, ha funzionato come un orologio svizzero, superando persino le performance della Mercedes in termini di chilometraggio. Hamilton ha commentato positivamente la settimana di test, sottolineando l'impegno del team e i progressi compiuti durante l'inverno. Ora, il focus è sull'analisi dei dati e sulla correlazione con la galleria del vento e il simulatore. La SF-26, pur nella sua versione base, ha dato l'impressione di essere una macchina sincera, a cui i piloti si sono adattati rapidamente, nonostante il carico aerodinamico inferiore rispetto al 2025.
La sfida principale per il team guidato da Loic Serra è comprendere come ripartire l'energia per sfruttare appieno il potenziale della vettura. Al momento, sembra che la Mercedes disponga di una power unit con una gestione dell'endotermico e dell'elettrico più integrata e strategie più evolute. La McLaren, ad esempio, ha potuto provare le prime modifiche di assetto grazie alla gestione della power unit di Brixworth, che consente una rapida acquisizione di dati e conoscenze.
L'analisi dei dati e la comprensione della macchina saranno fondamentali per sviluppare le prime evoluzioni in vista dei prossimi test. A differenza di altri team, la Ferrari non può contare su un grande gruppo industriale con una vasta esperienza nell'area dell'elettrico, quindi dovrà sviluppare le proprie strategie in modo autonomo. Tuttavia, il punto di partenza è promettente e infonde fiducia nella squadra. La Ferrari ha seguito alla perfezione il programma di lavoro previsto, smentendo chi ipotizzava ritardi. Altre squadre, invece, sembrano in difficoltà nell'affrontare la nuova era della F1. I test di Barcellona, seppur condizionati dalla pioggia, hanno fornito indicazioni utili sull'affidabilità dei sistemi. Sarà il Bahrain a rivelare le reali gerarchie in pista.

