Un numero crescente di laureati cinesi sta scegliendo di intraprendere la propria carriera nei settori manifatturiero ed energetico, invertendo una tendenza che per anni aveva visto i talenti orientarsi verso le piattaforme internet e la finanza. I dati recenti provenienti dalle principali università cinesi, come l'Università di Tsinghua, evidenziano questo cambiamento significativo nel mercato del lavoro.
Secondo i dati pubblicati dall'Università di Tsinghua, nel 2025 si è registrato un aumento del 19,1% nel numero di laureati che hanno scelto di lavorare nei settori manifatturiero ed energetico rispetto all'anno precedente. Tra i principali datori di lavoro figurano giganti come Huawei, il colosso automobilistico BYD, la State Grid Corporation of China e la China National Nuclear Corporation. Questa tendenza è in atto da sei anni consecutivi, con un aumento dell'11% già registrato nel 2024 rispetto all'anno precedente.
Questo fenomeno non è limitato solo all'Università di Tsinghua. Anche la Huazhong University of Science and Technology ha riportato dati simili, con circa 2000 laureati destinati al settore dell'information technology e circa 1500 al settore manifatturiero, rispetto ai circa 300 del settore finanziario e ai 240 delle costruzioni. Un rapporto del MyCOS Institute indica che la percentuale di laureati cinesi che entrano nel settore manifatturiero è aumentata dal 17,9% nel 2020 al 22,5% nel 2024.
Diversi fattori contribuiscono a questa crescente attrattiva dei settori manifatturiero ed energetico. In primo luogo, questi settori, in particolare quelli dei semiconduttori, dei veicoli elettrici, delle batterie e delle energie rinnovabili, sono diventati altamente tecnologici e richiedono competenze ingegneristiche avanzate. In secondo luogo, offrono stipendi competitivi, in grado di attrarre i migliori talenti. Inoltre, la natura del lavoro nel settore manifatturiero è cambiata, evolvendosi con la modernizzazione della base industriale cinese. Settori come quello dei veicoli elettrici, delle apparecchiature energetiche e dell'energia nucleare richiedono competenze specialistiche in ingegneria, analisi dei dati e integrazione di sistemi.
Per molti anni, i migliori laureati cinesi sono stati attratti dalle piattaforme internet e dalla finanza, incentivati dalla rapida crescita e dagli alti salari. Tuttavia, il ritmo delle assunzioni in questi settori è rallentato e una regolamentazione più rigorosa ha aggiunto incertezza. L'attenzione degli investitori si è spostata verso l'hardware, le tecnologie industriali e l'energia, reindirizzando sia capitali che talenti. Il settore tecnologico cinese ha subito riduzioni del personale negli ultimi anni, poiché le aziende si concentrano sulla riduzione dei costi e sull'aumento dell'efficienza. Ad esempio, Alibaba ha ridotto il suo personale di oltre la metà tra marzo 2022 e marzo 2025, mentre Baidu ha registrato un calo del 21,1% rispetto al picco del 2021.
Nel frattempo, la domanda nel settore manifatturiero rimane elevata. Il piano di sviluppo delle risorse umane del governo prevede che entro il 2025 potrebbero rimanere scoperti quasi 30 milioni di posti di lavoro qualificati in questo settore. La Cina è il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici, batterie e apparecchiature solari, e questi settori richiedono un gran numero di professionisti qualificati. La politica governativa ha svolto un ruolo cruciale nel promuovere questo cambiamento nel mercato del lavoro. Negli ultimi dieci anni, il paese ha dato priorità a settori strategici come i veicoli elettrici, le energie rinnovabili, le apparecchiature energetiche e i materiali avanzati, attraverso politiche industriali, programmi di ricerca e investimenti su larga scala.
Il mercato del lavoro cinese presenta sfide significative per i laureati. A dicembre, il tasso di disoccupazione tra i giovani dai 16 ai 24 anni (esclusi gli studenti) era del 16,5%, secondo i dati del National Bureau of Statistics. In confronto, il tasso di disoccupazione tra i 25 e i 29 anni era del 6,9%, mentre tra i lavoratori dai 30 ai 59 anni era del 3,9%. Questa dinamica sottolinea l'importanza di indirizzare i talenti verso settori in crescita e con una forte domanda di competenze specialistiche.

