Ledger sotto attacco: presunto furto da 86 milioni di dollari tramite rivenditori compromessi

L'azienda parigina indaga su una possibile falla nella supply chain nel Sud-est asiatico che coinvolge i popolari hardware wallet

Ledger sotto attacco: presunto furto da 86 milioni di dollari tramite rivenditori compromessi

Il gigante della sicurezza crittografica Ledger, con sede a Parigi, ha ufficialmente avviato una procedura di indagine interna in seguito a gravi segnalazioni riguardanti un furto di asset digitali che, secondo le prime stime, si aggirerebbe intorno agli 86 milioni di dollari. La vicenda, che sta scuotendo l'intero ecosistema delle criptovalute in questo 2026, sembra non essere legata a una vulnerabilità intrinseca della tecnologia di cifratura della casa madre, bensì a una sofisticata compromissione della catena di approvvigionamento (supply chain) localizzata nel Sud-est asiatico. L'allarme è stato lanciato inizialmente da un noto ricercatore di blockchain che opera sotto lo pseudonimo di Specter, il quale ha condiviso su piattaforme come X e Reddit le prove di movimenti sospetti di fondi su diverse reti, tra cui Bitcoin, Ethereum e Tron.

Secondo quanto ricostruito dai primi accertamenti, il fulcro del problema risiederebbe nell'operato di un importante rivenditore autorizzato della regione, noto come CryptoBilis. Le segnalazioni indicano che numerosi utenti che hanno acquistato i loro dispositivi attraverso questo canale hanno visto i propri portafogli svuotarsi poco dopo l'attivazione o il deposito di cifre consistenti. Sebbene Ledger non abbia ancora confermato ufficialmente l'entità del danno economico riportata dai ricercatori indipendenti, ha prontamente riconosciuto l'esistenza di reclami formali provenienti dai clienti di quel settore geografico. La dinamica più probabile suggerisce un attacco alla supply chain, una tecnica in cui i dispositivi hardware vengono manomessi fisicamente o logicamente prima di raggiungere il consumatore finale. In scenari simili, l'aggressore potrebbe inizializzare il dispositivo con una frase di recupero (seed phrase) già nota, inducendo l'utente ignaro a utilizzare un portafoglio di cui il criminale possiede già le chiavi d'accesso.

In risposta a questa crisi, Ledger ha impartito direttive urgenti sia al rivenditore che alla propria base utenti. A CryptoBilis è stata ordinata la sospensione immediata di tutte le vendite e delle spedizioni in corso. Parallelamente, l'azienda ha consigliato a tutti i clienti che hanno acquistato un hardware wallet negli ultimi 90 giorni di non procedere con la configurazione del dispositivo. Per coloro che hanno già attivato il prodotto, la raccomandazione è di massima allerta: è fondamentale trasferire immediatamente i propri asset crittografici su un nuovo dispositivo o su un indirizzo sicuro, assicurandosi di generare una nuova frase di recupero composta da 24 parole in modo totalmente autonomo e privato. Questa procedura è l'unico modo per garantire che nessuno, oltre al legittimo proprietario, sia mai venuto a contatto con le chiavi private che proteggono il capitale.

Il contesto globale della sicurezza informatica nel 2026 si conferma estremamente complesso e ostile per i detentori di asset digitali. Solo nel mese scorso, il settore ha registrato il colossale furto ai danni dell'exchange Bitget, dove sono stati sottratti oltre 350 milioni di dollari. I dati forniti da DefiLlama evidenziano una tendenza preoccupante, citando violazioni significative anche per Liquid Network con un danno di 320 milioni, seguiti da Drift con 295 milioni e Kelp con 293 milioni di dollari. In questo panorama, il fatto che un colosso come Ledger, che ha venduto oltre 7 milioni di dispositivi in tutto il mondo, si trovi a dover gestire una crisi derivante da intermediari terzi sottolinea la fragilità intrinseca della distribuzione fisica dei dispositivi di sicurezza. Nonostante la tecnologia di cold storage rimanga la più sicura al mondo, l'elemento umano e logistico rappresenta ancora l'anello debole della catena.

Gli analisti del settore sottolineano come questo incidente possa cambiare permanentemente il modo in cui i produttori di hardware gestiscono la loro rete di vendita globale. La possibilità di implementare sigilli digitali basati su blockchain o sistemi di verifica dell'integrità del firmware ancora più rigidi è ora al centro del dibattito tecnico. Ledger ha ribadito il proprio impegno nella protezione degli utenti, promettendo aggiornamenti costanti man mano che l'indagine forense sui dispositivi sequestrati in Malesia e Singapore procederà. Nel frattempo, la comunità crypto invita alla prudenza estrema, ricordando che la regola d'oro rimane quella di acquistare hardware wallet esclusivamente dai siti ufficiali dei produttori per minimizzare i rischi di manipolazione esterna. La fiducia nel marchio Ledger resta alta grazie alla solidità dei suoi chip Secure Element, ma la gestione dei rivenditori partner sarà indubbiamente oggetto di una profonda revisione strategica per evitare che simili catastrofi finanziarie si ripetano in futuro.

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Pubblicato Domenica, 11 Ottobre 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 11 Ottobre 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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