Il gigante cinese di internet Baidu ha svelato i suoi acceleratori M100 e M300, progettati per alimentare l'infrastruttura di intelligenza artificiale. L'M100, ottimizzato per l'inferenza, sarà disponibile all'inizio del prossimo anno, mentre l'M300, più versatile, entrerà in scena dal 2027. Questa mossa strategica mira a fornire alle aziende cinesi una soluzione, seppur parziale, alla crescente scarsità di risorse computazionali necessarie per l'addestramento di modelli linguistici di grandi dimensioni.
Secondo analisti intervistati da CNBC, se la produzione e la commercializzazione saranno gestite efficacemente, gli acceleratori di Baidu potrebbero risolvere due problemi cruciali per gli sviluppatori cinesi. In primo luogo, ridurrebbero la dipendenza dai chip americani, in un contesto geopolitico segnato da sanzioni e restrizioni. In secondo luogo, risponderebbero alle richieste del governo cinese di favorire l'adozione di chip sviluppati a livello locale, promuovendo l'autosufficienza tecnologica. L'annuncio ha generato un'ondata di ottimismo tra gli investitori, che vedono in questa mossa un'opportunità non solo per rafforzare il business di Baidu, ma anche per attrarre altri attori del mercato cinese.
China Mobile, uno dei principali operatori di telefonia mobile in Cina, ha già iniziato ad acquistare gli acceleratori Kunlunxin da Baidu. Questo posiziona Baidu come un concorrente temibile per Huawei Technologies, che fatica ad aumentare la produzione dei propri chip a causa delle sanzioni internazionali. L'emergere di un nuovo fornitore competitivo nel mercato cinese favorirà lo sviluppo dell'ecosistema di intelligenza artificiale locale. Le previsioni di JPMorgan indicano che Baidu potrebbe sestuplicare le entrate derivanti dalla vendita dei suoi chip, raggiungendo 1,1 miliardi di dollari il prossimo anno, con una capitalizzazione della divisione specializzata che toccherebbe i 28 miliardi di dollari.
La carenza di risorse computazionali è una sfida pressante per i giganti del software cinesi. La dirigenza di Tencent ha ammesso che le spese in conto capitale per il 2025 saranno inferiori alle aspettative, a causa della difficoltà di reperire chip AI per l'implementazione di nuove capacità di calcolo. Anche Alibaba ha riconosciuto di non riuscire a soddisfare la crescente domanda di potenza di calcolo cloud da parte dei propri clienti. Secondo gli analisti di The Futurum Group, se Baidu sarà in grado di produrre costantemente nuove generazioni di chip AI, i suoi prodotti diventeranno i preferiti del mercato cinese.
L'iniziativa di Baidu si inserisce in un contesto più ampio di competizione tecnologica globale, dove la Cina punta a ridurre la propria dipendenza dall'estero e a diventare un leader nell'intelligenza artificiale. La capacità di sviluppare e produrre chip AI competitivi è un elemento cruciale per raggiungere questo obiettivo, e la mossa di Baidu rappresenta un passo significativo in questa direzione. Resta da vedere come le aziende americane risponderanno a questa sfida, e quali saranno le implicazioni a lungo termine per il panorama tecnologico mondiale.
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