Un'autentica rivoluzione nel campo dell'astronomia è stata compiuta grazie all'ingegno degli scienziati dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA). Hanno sviluppato AnomalyMatch, un innovativo strumento basato sull'intelligenza artificiale, capace di setacciare l'immenso archivio di dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble nel corso dei suoi 35 anni di attività. La quantità di informazioni accumulate era tale da risultare ingestibile per l'analisi umana, ma l'IA ha compiuto questa impresa in soli tre giorni, aprendo la strada a scoperte sensazionali.
Gli strumenti astronomici moderni producono una quantità di dati che supera di gran lunga la capacità di analisi degli scienziati. Nonostante l'ausilio dell'elaborazione informatica, una vasta porzione di queste informazioni rimane inesplorata. Questa tendenza è destinata ad accentuarsi con l'avvento di telescopi sempre più sofisticati. Gli esperti del settore sottolineano che, anche se tutti i telescopi smettessero di funzionare oggi, i dati archiviati offrirebbero materiale per nuove scoperte per decenni a venire. In questo contesto, l'intelligenza artificiale si rivela uno strumento preziosissimo per l'analisi degli archivi astronomici.
Il nuovo programma, operando su una singola unità di elaborazione grafica, è in grado di analizzare 100 milioni di frammenti di immagini in soli due giorni e mezzo. Nello specifico, AnomalyMatch è progettato per identificare anomalie, ovvero oggetti che si discostano significativamente dagli schemi noti. In meno di tre giorni, il software ha esaminato l'intero archivio di Hubble, individuando oltre 1400 oggetti anomali. La successiva analisi manuale di un gruppo ristretto di dati ha confermato la natura anomala di oltre 1300 oggetti, di cui più di 800 erano completamente sconosciuti alla scienza.
L'IA ha letteralmente offerto agli astronomi scoperte che altrimenti sarebbero rimaste celate negli archivi per decenni. Tra le scoperte più rilevanti si annoverano 417 casi di galassie in fase di fusione o interazione, 86 potenziali nuove lenti gravitazionali (tra cui rare strutture ad anello), 35 galassie a medusa, oltre a galassie sovrapposte, strutture ad anello, galassie con getti e nuclei attivi (quasar). Alcuni oggetti presentano morfologie estremamente inusuali, come una galassia con un nucleo a spirale e bracci aperti.
Le anomalie scoperte rappresentano un tesoro scientifico di inestimabile valore, poiché fenomeni rari come questi aiutano a comprendere meglio i processi fondamentali che governano l'universo: l'evoluzione delle galassie, la natura della materia oscura, il fenomeno delle lenti gravitazionali per la misurazione delle distanze e l'espansione del cosmo, oltre alla verifica della teoria della relatività generale di Einstein. Gli autori della ricerca sottolineano come l'archivio di Hubble, accumulato nel corso dei decenni, custodisca ancora innumerevoli tesori nascosti, che sfuggono ai metodi di ricerca convenzionali. L'IA, al contrario, è in grado di individuare proprio quegli oggetti che si distinguono per la loro singolarità rispetto alle galassie e alle stelle tipiche.

