La Lega Serie A alza il tiro nella lotta contro la pirateria audiovisiva, colpendo direttamente gli utenti finali. Ben duemila persone che hanno usufruito di strumenti per l'accesso illegale ai contenuti del campionato di calcio italiano riceveranno a breve una lettera di diffida con la richiesta di un indennizzo pecuniario per chiudere la questione in via bonaria.
Luigi De Siervo, Amministratore Delegato della Lega Serie A, ha spiegato che questa iniziativa rappresenta un passo avanti fondamentale per contrastare la pirateria, agendo direttamente su chi usufruisce illegalmente dei contenuti. L'obiettivo è chiaro: far capire che nessuno è al sicuro e che la fruizione di contenuti pirata ha delle conseguenze concrete.
L'iniziativa, anticipata nei mesi scorsi, si concretizza ora con l'invio delle prime diffide. Gli utenti identificati, grazie alle indagini della Guardia di Finanza, dovranno rispondere per gli streaming illegali fruiti nel corso del 2025. Si tratta di un'azione mirata a colpire chi, pur sapendo di commettere un illecito, ha continuato a utilizzare piattaforme illegali per vedere le partite di calcio.
In precedenza, la lotta alla pirateria si era concentrata principalmente sul contrasto al cosiddetto "pezzotto", ovvero le organizzazioni che redistribuiscono illegalmente le immagini della Serie A, generando profitti milionari a danno del sistema calcistico. Ora, dopo aver colpito alcuni dei principali nodi di questa rete illegale, la Lega Serie A passa alla fase successiva, concentrandosi sugli utenti finali.
Secondo quanto dichiarato da De Siervo al Sole 24 Ore: "Stiamo inviando duemila lettere nelle quali chiediamo mille euro a chi è stato identificato dalla Guardia di Finanza come utilizzatore di piattaforme illegali. Lo consideriamo un passaggio necessario per far capire che non esistono più zone grigie". L'indennizzo richiesto è il doppio rispetto a una simile iniziativa avviata da DAZN nel recente passato, segno della determinazione della Lega Serie A nel contrastare la pirateria.
La pirateria online rappresenta un'industria che vale miliardi di dollari e contrastarla è fondamentale per tutelare i diritti e gli investimenti nel settore calcistico. De Siervo sottolinea che non si tratta di censura o di questioni geopolitiche, ma semplicemente di contrastare un'attività illegale che genera enormi profitti a danno di chi rispetta le regole.
L'indagine che ha portato all'identificazione degli utenti ha permesso di incrociare dati relativi al traffico dati e ai pagamenti registrati, certificando l'attività illecita e la consapevolezza da parte degli utenti di fruire di contenuti illegali. Le 2000 lettere di diffida rappresentano quindi un monito per tutti e un deterrente per il futuro.
Il problema dei diritti televisivi è uno dei principali ostacoli alla crescita della Serie A rispetto ai campionati concorrenti. Per colmare questo divario, è necessario intensificare la lotta alla pirateria e garantire che chi usufruisce dei contenuti lo faccia in modo legale, contribuendo al sostentamento del sistema calcistico italiano. L'iniziativa della Lega Serie A rappresenta un segnale forte e chiaro in questa direzione.

