Valve, la società dietro la popolare piattaforma di distribuzione digitale Steam, si trova ad affrontare una seria battaglia legale nel Regno Unito. Un tribunale ha dato il via libera a un'azione collettiva da 656 milioni di sterline (circa 897 milioni di dollari) che accusa la compagnia di abuso di posizione dominante e di imporre prezzi ingiustificatamente alti ai consumatori. L'Appeal Tribunal по вопросам конкуренции (CAT) del Regno Unito ha approvato il proseguimento del caso, aprendo la strada a un'approfondita indagine sulle pratiche commerciali di Valve.
La principale accusatrice è Vicki Shotbolt, una difensora dei diritti dei bambini, che ha formalmente denunciato Valve per sfruttamento della sua posizione di leadership nel mercato dei videogiochi, gonfiando i prezzi su Steam. Il ricorso, presentato nell'estate del 2023, mira a rappresentare gli interessi di circa 14 milioni di videogiocatori britannici che, a partire dal 2018, hanno acquistato giochi o contenuti aggiuntivi tramite Steam o altre piattaforme collegate.
Durante un'udienza tenutasi nell'ottobre del 2025, i legali di Shotbolt hanno sostenuto che Valve impone agli editori condizioni restrittive, impedendo loro di vendere i propri titoli su piattaforme concorrenti a prezzi inferiori o in anticipo rispetto a Steam. Questa politica, secondo l'accusa, soffoca la concorrenza e limita le opzioni a disposizione dei consumatori. Un altro punto chiave della contestazione riguarda i DLC (Downloadable Content), ovvero i contenuti aggiuntivi per i giochi. Valve, secondo l'accusa, non consente l'acquisto di DLC per i giochi di Steam tramite altri negozi digitali, vincolando di fatto gli utenti a effettuare tutti gli acquisti sulla sua piattaforma. Inoltre, vengono contestate le commissioni applicate da Valve, considerate "ingiuste e spropositate", che raggiungono fino al 30%.
Valve si è difesa strenuamente, sostenendo che il caso non dovesse essere ammesso al vaglio del tribunale. Tuttavia, l'Appeal Tribunal по вопросам конкуренции (CAT) ha respinto le argomentazioni della società, aprendo la strada al proseguimento dell'azione legale. Questa decisione rappresenta un importante precedente, in quanto mette in discussione il potere e le pratiche commerciali delle grandi piattaforme digitali nel settore dei videogiochi.
Il caso contro Valve si inserisce in un contesto più ampio di crescente attenzione da parte delle autorità di regolamentazione e dei tribunali nei confronti delle pratiche delle aziende tecnologiche. Recentemente, un tribunale di Londra ha riconosciuto le commissioni dell'App Store come eccessive, accusando Apple di abuso di posizione dominante. Udienze su un caso simile, che coinvolge Google e il Play Маркет, sono previste per ottobre. Questi sviluppi suggeriscono una crescente consapevolezza dei potenziali abusi di potere da parte delle grandi piattaforme digitali e una maggiore determinazione a tutelare i diritti dei consumatori e la concorrenza nel mercato digitale.
L'esito del ricorso contro Valve potrebbe avere importanti implicazioni per il futuro del mercato dei videogiochi digitali. Se il tribunale dovesse accogliere le ragioni dei ricorrenti, Valve potrebbe essere costretta a modificare le proprie pratiche commerciali, aprendo la strada a una maggiore concorrenza e a prezzi più competitivi per i consumatori. Inoltre, la sentenza potrebbe creare un precedente significativo per altre azioni legali simili contro altre piattaforme digitali, sia nel settore dei videogiochi che in altri settori.
Al momento, non è chiaro quali saranno i prossimi passi del procedimento legale. Tuttavia, è probabile che Valve continuerà a difendersi strenuamente, mentre i ricorrenti cercheranno di raccogliere ulteriori prove a sostegno delle proprie accuse. L'evoluzione del caso sarà seguita con grande interesse da tutti gli attori del settore dei videogiochi, dai consumatori agli sviluppatori, dagli editori alle piattaforme di distribuzione digitale.

