La notizia ha scosso il mondo dei videogiochi: Ubisoft ha annunciato la chiusura di Ubisoft Halifax, lo studio con sede in Canada che si stava dedicando allo sviluppo di titoli mobile basati su due franchise di successo come Rainbow Six e Assassin's Creed. Questa decisione comporta il licenziamento di ben 71 dipendenti, un duro colpo per l'industria videoludica e per le famiglie coinvolte.
Un aspetto particolarmente delicato di questa vicenda è che, solo pochi giorni prima dell'annuncio della chiusura, i lavoratori di Ubisoft Halifax avevano celebrato la nascita del primo sindacato dei lavoratori di Ubisoft in Nord America, un processo avviato nel giugno 2025. Sebbene l'azienda non abbia esplicitamente collegato le due cose, le tempistiche sollevano inevitabili interrogativi. Ubisoft ha motivato la chiusura con la necessità di razionalizzare le operazioni e ridurre i costi, una strategia che ha già portato ad altri licenziamenti negli ultimi anni.
In una dichiarazione ufficiale, Ubisoft ha affermato: "Negli ultimi 24 mesi, Ubisoft ha intrapreso azioni a livello aziendale per snellire le operazioni, migliorare l'efficienza e ridurre i costi. Come parte di questo processo, Ubisoft ha preso la difficile decisione di chiudere lo studio di Halifax. Saranno interessate 71 posizioni. Ci impegniamo a supportare tutti i membri del team coinvolti durante questa transizione con risorse adeguate, inclusi pacchetti di buonuscita completi e ulteriore assistenza alla carriera".
Secondo quanto riportato da GamesIndustry.biz, un portavoce di Ubisoft ha dichiarato che la chiusura è il risultato di misure di contenimento dei costi avviate poco dopo la pandemia, quindi prima dell'inizio del processo di sindacalizzazione di Halifax nel 2025. L'azienda ha inoltre ribadito di continuare a riconoscere e collaborare con il personale sindacalizzato a livello globale. Tuttavia, è evidente che Ubisoft è consapevole delle critiche che potrebbero derivare da questa decisione, soprattutto in relazione alla recente formazione del sindacato.
La chiusura di Ubisoft Halifax si inserisce in un contesto più ampio di tagli progressivi che hanno interessato Ubisoft negli ultimi tempi. Recentemente, si sono verificate perdite di posti di lavoro presso RedLynx e Massive alla fine dello scorso anno. Inoltre, l'azienda ha scorporato i suoi franchise principali in una società separata, sostenuta da un investimento di 1,16 miliardi di euro da parte del colosso cinese Tencent. Questa operazione potrebbe indicare una volontà di concentrarsi su determinati segmenti di mercato e di ridurre l'esposizione ad altri.
Ubisoft Halifax, nata nel 2010 come Longtail Studios Halifax, aveva una storia di successi alle spalle. Tra i suoi titoli principali spicca il gioco musicale Rocksmith. È entrata a far parte di Ubisoft nel 2015, diventando Ubisoft Halifax. Negli ultimi anni, lo studio si è concentrato sullo sviluppo di titoli mobile, tra cui Rainbow Six Mobile e Assassin's Creed Rebellion. Proprio quest'ultimo sarebbe in procinto di essere chiuso, secondo quanto appreso da GamesIndustry.biz. La chiusura di Ubisoft Halifax rappresenta una perdita significativa per l'industria videoludica canadese e solleva interrogativi sul futuro dei titoli mobile di Ubisoft.
La vicenda di Ubisoft Halifax mette in luce le sfide che le aziende del settore videoludico devono affrontare in un mercato in continua evoluzione. La necessità di contenere i costi e di adattarsi ai cambiamenti del mercato può portare a decisioni difficili, come la chiusura di studi e il licenziamento di dipendenti. Tuttavia, è fondamentale che le aziende agiscano in modo responsabile e trasparente, tenendo conto dell'impatto delle loro decisioni sui lavoratori e sulle loro famiglie. La formazione di sindacati come quello di Ubisoft Halifax rappresenta un tentativo di proteggere i diritti dei lavoratori e di garantire condizioni di lavoro più eque nel settore videoludico.

