Il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza significativa in merito alla pubblicità del gioco d'azzardo sulla piattaforma Twitch, respingendo l'appello presentato dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). La decisione ribalta la sanzione che era stata inizialmente inflitta a Twitch Interactive Germany GmbH, parte del gruppo Amazon, per presunta violazione del divieto di pubblicità del gioco d'azzardo, sancito dal cosiddetto decreto Dignità. La motivazione principale dietro questa inversione di rotta risiede in una violazione del principio del contraddittorio nel procedimento sanzionatorio.
La vicenda trae origine dalla delibera n. 318/23/CONS, datata 5 dicembre 2023, con cui Agcom aveva sanzionato Twitch per aver ospitato contenuti ritenuti idonei a promuovere giochi e scommesse online con vincite in denaro. Tale azione era stata intrapresa in virtù dell'articolo 9 del decreto-legge n. 87/2018. Tuttavia, il Tar Lazio, con la sentenza n. 11663/2024, aveva precedentemente annullato il provvedimento, accogliendo il ricorso di Twitch basato proprio sulla violazione delle garanzie procedimentali.
Secondo i giudici amministrativi del Tar Lazio, l'indagine era stata avviata formalmente nei confronti di altre entità del gruppo Twitch, ovvero Twitch Interactive Inc., Twitch Italy S.r.l. e Amazon Europe Core S.à r.l.. La sanzione, però, era stata poi irrogata a Twitch Interactive Germany GmbH, società che non era stata coinvolta nel procedimento e a cui non era stato notificato l'atto finale. Questa omissione è stata considerata una lesione delle disposizioni regolamentari interne di Agcom in materia di contraddittorio e diritto di difesa.
Agcom, nel tentativo di ribaltare la decisione del Tar, aveva sostenuto che il contraddittorio fosse stato comunque garantito, in quanto i legali della capogruppo e delle altre società coinvolte avevano partecipato al procedimento, presentando difese nel merito anche nell'interesse di Twitch Germany, basandosi su una procura generale e sull'unitarietà del gruppo societario. Inoltre, Agcom aveva fatto notare che la società non aveva contestato la mancata notifica dell'atto di contestazione durante il procedimento.
Il Consiglio di Stato, tuttavia, ha respinto queste argomentazioni. I giudici hanno ribadito un principio fondamentale del diritto societario: sebbene un gruppo possa esprimere un'unità economica e strategica, non costituisce un soggetto di diritto autonomo e distinto dalle singole società che lo compongono. Ogni impresa mantiene la propria soggettività giuridica ed è titolare di diritti e obblighi autonomi, comprese le garanzie procedimentali in caso di sanzioni.
La procura generale rilasciata dal legale rappresentante di Amazon Europe non poteva essere estesa automaticamente a un'altra società del gruppo. Inoltre, la partecipazione delle altre società con difese nel merito non poteva essere considerata equivalente alla partecipazione formale di Twitch Germany al procedimento. Le scelte difensive di un soggetto non implicano l'attribuzione del potere rappresentativo a un'entità giuridica distinta, rimasta formalmente estranea all'iter sanzionatorio.
Il Consiglio di Stato ha anche respinto l'argomentazione di Agcom secondo cui la società avrebbe agito in mala fede, sollevando la questione del mancato contraddittorio solo in sede giurisdizionale. I giudici hanno osservato che Twitch Germany non aveva partecipato al procedimento e non poteva quindi essere ritenuta responsabile di obblighi di lealtà processuale relativi a condotte altrui. In assenza di un "factum proprium" antecedente, non può esserci violazione del principio di non contraddizione.
Richiamando un principio di "eterna giustizia", i giudici hanno sottolineato che non è possibile infliggere una sanzione senza aver prima ascoltato l'accusato. Nel caso specifico, Agcom avrebbe dovuto estendere formalmente il contraddittorio a Twitch Interactive Germany GmbH, una volta identificata come la società responsabile della gestione del servizio a livello europeo, prima di adottare la delibera sanzionatoria. Questa decisione riafferma l'importanza del diritto di difesa e del contraddittorio nei procedimenti sanzionatori.
Con il rigetto dell'appello di Agcom, l'annullamento della sanzione a Twitch Interactive Germany GmbH è stato confermato. Il Consiglio di Stato ha inoltre condannato Agcom al pagamento delle spese legali, quantificate in 5.000 euro, oltre agli accessori di legge.
La decisione del Consiglio di Stato assume rilevanza non solo per il settore delle piattaforme digitali e della pubblicità del gioco d'azzardo, ma anche per la riaffermazione di un principio cardine del diritto amministrativo sanzionatorio: l'effettività del contraddittorio come presupposto imprescindibile per l'irrogazione di una sanzione. Questa sentenza sottolinea l'importanza di garantire che tutte le parti coinvolte in un procedimento abbiano la possibilità di difendersi e presentare le proprie argomentazioni prima che venga presa una decisione che le riguarda. Il rispetto di questo principio fondamentale contribuisce a garantire la correttezza e la legittimità delle decisioni amministrative, proteggendo i diritti dei cittadini e delle imprese.

