È entrato in una fase decisiva il procedimento giudiziario che mira a smantellare un presunto sistema criminale radicato nell'agro aversano, legato al redditizio business del gioco d'azzardo illegale. L'udienza odierna ha visto il giudice chiamato a valutare le posizioni di una dozzina di individui accusati, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso e di aver orchestrato una complessa rete di slot machine e scommesse clandestine. Le accuse sono pesanti e delineano un quadro allarmante di infiltrazione criminale nel tessuto economico locale.
L'impianto accusatorio, frutto di una meticolosa attività investigativa condotta congiuntamente da Guardia di Finanza e Carabinieri, dipinge uno scenario in cui la rete illecita avrebbe agito sistematicamente nell'interesse del potente clan dei Casalesi, nello specifico della fazione Russo-Schiavone. Le indagini avrebbero svelato un'organizzazione ben strutturata, imperniata sull'utilizzo di piattaforme online sprovviste delle necessarie autorizzazioni e sull'impiego di apparecchi da gioco illegali. I proventi illecitamente accumulati sarebbero stati successivamente riciclati attraverso attività commerciali fittiziamente intestate a prestanome, nel tentativo di occultarne la provenienza e reimmetterli nel circuito legale.
Nel corso dell'udienza, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ha formalizzato le richieste di condanna per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Per il presunto promotore dell'intera operazione, ritenuto il vertice del gruppo criminale, la Procura ha avanzato una richiesta di pena superiore ai sette anni di reclusione. Le richieste di condanna per gli altri imputati oscillano tra i due e gli oltre sei anni, in base al ruolo ricoperto all'interno dell'organizzazione e alla gravità delle accuse contestate.
Il procedimento è destinato a protrarsi nelle prossime settimane. Il giudice ha infatti fissato una nuova udienza per febbraio 2026, data in cui l'accusa formulerà le proprie conclusioni anche nei confronti di un ulteriore imputato che ha optato per il rito abbreviato. Parallelamente, altri tre soggetti coinvolti hanno scelto di affrontare il giudizio con rito ordinario, il che consentirà ai loro difensori di presentare le proprie arringhe prima che venga emessa la sentenza definitiva. Questo allungamento dei tempi processuali sottolinea la complessità del caso e la necessità di un'analisi approfondita di tutte le prove raccolte.
Secondo la ricostruzione effettuata dalla DDA, il gruppo criminale avrebbe progressivamente ampliato la propria rete di esercizi commerciali, infiltrandosi nel tessuto economico locale e installando apparecchi da intrattenimento non collegati alla rete autorizzata dallo Stato. Contestualmente, l'organizzazione avrebbe gestito un fiorente giro di scommesse clandestine online, sfruttando piattaforme illegali per aggirare le normative vigenti e massimizzare i profitti illeciti. In alcuni casi, l'organizzazione avrebbe coinvolto anche attività commerciali formalmente autorizzate, le quali avrebbero ricevuto una percentuale sugli introiti illeciti in cambio della loro collaborazione e del tacito consenso all'installazione delle slot machine illegali.
Il processo coinvolge, oltre agli imputati già menzionati, un ampio numero di soggetti ritenuti collegati alla rete criminale, con un nutrito collegio difensivo composto da diversi avvocati del territorio. La sentenza è attesa nei mesi successivi alla conclusione delle arringhe e alla scrupolosa valutazione del materiale probatorio raccolto durante la lunga e complessa inchiesta. Questo processo rappresenta un importante banco di prova per la giustizia italiana nella lotta contro la criminalità organizzata e le sue ramificazioni nel settore del gioco d'azzardo.
La vicenda mette in luce, ancora una volta, la pervasività degli interessi criminali nel settore del gioco, un ambito particolarmente vulnerabile a causa dei grandi volumi di denaro movimentati e della difficoltà di tracciare i flussi finanziari. Il contrasto al gioco illegale e all'infiltrazione mafiosa in questo settore rappresenta una priorità per le forze dell'ordine e per la magistratura, al fine di tutelare la legalità, la sicurezza dei cittadini e l'economia sana del Paese.

