La Regione Marche, guidata da Francesco Acquaroli, ha suscitato forti polemiche in seguito alla decisione di azzerare i finanziamenti destinati alla legge regionale del 2017 contro il gioco d'azzardo patologico (GAP) per il prossimo triennio. La denuncia è stata sollevata dal consigliere regionale del Partito Democratico, Antonio Mastrovincenzo, alla vigilia dell'approvazione del bilancio in Consiglio regionale.
Secondo Mastrovincenzo, questa scelta rappresenta un rischio enorme per un fronte sociale sempre più allarmante. “La Giunta si assume la responsabilità di tagliare completamente le risorse a una norma riconosciuta a livello nazionale per la sua efficacia e valenza socio-sanitaria. Una legge che aveva come cardini la prevenzione e il contrasto, e che oggi viene abbandonata al suo destino”. Questa affermazione evidenzia come la decisione della Giunta marchigiana vada a intaccare un sistema di prevenzione e supporto che aveva dimostrato la sua efficacia nel corso degli anni.
Il consigliere del PD ha ripercorso le tappe che hanno portato a questa situazione. Già due anni fa, la stessa Giunta aveva modificato la legge del 2017, riducendo le distanze minime tra gli apparecchi da gioco e i luoghi sensibili come scuole, chiese e centri per anziani. Per Mastrovincenzo, questo intervento ha rappresentato “un grande passo indietro, che ha penalizzato soprattutto le persone più fragili e le loro famiglie”. Ridurre le distanze tra i luoghi sensibili e le sale gioco aumenta l'esposizione al rischio, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Le critiche non si fermano alla regione. Mastrovincenzo punta il dito anche contro il governo nazionale, parlando di una “strategia coerente di filiera politica”. Ricorda come il Governo Meloni abbia soppresso l’Osservatorio nazionale per il contrasto al gioco d’azzardo patologico e introdotto un nuovo gioco con la manovra finanziaria, il Win for Italia Team, legandolo al finanziamento dello sport. Questo, secondo il consigliere, invia un messaggio culturale “sbagliato e pericoloso”. L'abolizione dell'osservatorio nazionale e l'introduzione di giochi legati allo sport sembrano andare in direzione opposta rispetto alla lotta contro la ludopatia.
La decisione della Regione Marche si inserisce in un contesto nazionale in cui il gioco d'azzardo è in costante crescita. Secondo i dati dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), nel 2023 la spesa per il gioco d'azzardo in Italia ha superato i 150 miliardi di euro, con un aumento del 10% rispetto all'anno precedente. Questo dato allarmante sottolinea l'importanza di politiche di prevenzione e contrasto efficaci per arginare il fenomeno della ludopatia.
Mentre il Consiglio regionale si appresta a votare il bilancio, le opposizioni annunciano battaglia. La decisione di azzerare i fondi per la lotta alla ludopatia rischia di avere conseguenze gravi sulla salute pubblica e sul benessere sociale della comunità marchigiana. Sarà fondamentale monitorare attentamente l'evoluzione della situazione e valutare l'impatto di questa scelta sulle persone più vulnerabili.
La ludopatia è un problema complesso che richiede un approccio multidisciplinare e un impegno costante da parte delle istituzioni. Tagliare i fondi destinati alla prevenzione e al contrasto significa indebolire un sistema che si è dimostrato efficace nel proteggere i cittadini dal rischio di dipendenza dal gioco d'azzardo. La speranza è che la Regione Marche riconsideri la propria decisione e continui a investire nella lotta contro la ludopatia, tutelando la salute e il benessere della sua comunità.

