Il Ministero degli Interni cambogiano ha categoricamente respinto le notizie diffuse dal media thailandese Khaosod English riguardanti un presunto sequestro di armi all'interno del casinò di frontiera Thmor Da. Le autorità cambogiane hanno definito tali affermazioni come infondate e tendenziose, intensificando le già esistenti tensioni tra i due paesi confinanti.
Secondo quanto dichiarato dal Ministero, la diffusione di tali informazioni contraddice apertamente gli accordi stabiliti durante l'incontro del Comitato Congiunto Generale di Frontiera cambogiano-thailandese, tenutosi il 27 dicembre 2025. In quella sede, entrambe le parti si erano impegnate a evitare la diffusione di notizie non verificate al fine di allentare le tensioni lungo il confine condiviso. La Cambogia accusa quindi la Thailandia di non rispettare gli accordi presi e di alimentare un clima di sfiducia reciproca, minando la stabilità regionale.
Il Ministero degli Interni cambogiano ha inoltre sottolineato come le accuse di sequestro di armi in una struttura di polizia cambogiana equivalgano, di fatto, a una grave accusa di violazione della sovranità nazionale. Questa accusa riflette la crescente irritazione di Phnom Penh nei confronti di quelle che percepisce come ingerenze da parte di Bangkok. La questione della sovranità nazionale è particolarmente sensibile in Cambogia, un paese che ha subito numerose invasioni e occupazioni nel corso della sua storia, lasciando un'eredità di diffidenza verso i vicini.
In una nota ufficiale, il Ministero ha esortato la Thailandia ad agire nel pieno rispetto del diritto internazionale, a cessare ogni azione considerata aggressiva e a mantenere un approccio basato sul dialogo pacifico e sul mutuo rispetto. Questo appello suona come un avvertimento in un momento in cui le relazioni tra i due paesi appaiono sempre più tese. La Cambogia, pur ribadendo la sua volontà di risolvere le dispute attraverso il dialogo, sembra determinata a difendere con fermezza la propria sovranità e i propri interessi nazionali, anche ricorrendo a misure più incisive se necessario.
Le relazioni tra Cambogia e Thailandia sono state storicamente complesse, caratterizzate da periodi di cooperazione e di tensione. Le dispute territoriali, il contrabbando, la gestione dei flussi migratori e lo sfruttamento delle risorse naturali sono solo alcune delle questioni che hanno spesso messo a dura prova i rapporti tra i due paesi. L'attuale crisi sembra essere l'ennesimo capitolo di una lunga storia di diffidenze reciproche e interessi divergenti. Resta da vedere se i due governi saranno in grado di trovare una soluzione pacifica alla controversia e di ripristinare un clima di fiducia e cooperazione lungo il confine condiviso, elemento fondamentale per la stabilità e la prosperità della regione.
L'area di confine tra Cambogia e Thailandia è nota per la presenza di numerosi casinò e altre attività legate al gioco d'azzardo. Queste attività, spesso gestite da operatori stranieri, sono fonte di controversie e preoccupazioni per entrambi i governi, a causa dei problemi legati alla criminalità, al riciclaggio di denaro e alla corruzione. Il governo cambogiano ha più volte promesso di rafforzare i controlli e di reprimere le attività illegali lungo il confine, ma finora i risultati sono stati limitati. La presenza di armi in queste zone è ovviamente un motivo di particolare allarme, e le accuse di sequestro di armi nel casinò Thmor Da hanno contribuito ad aumentare la tensione tra i due paesi, alimentando un clima di incertezza e paura tra le popolazioni locali.
La situazione attuale richiede un'attenta gestione diplomatica e un impegno concreto da parte di entrambi i governi per evitare un'escalation della crisi. La stabilità della regione dipende dalla capacità di Cambogia e Thailandia di superare le loro divergenze e di costruire un futuro di pace e prosperità condivisa. La comunità internazionale osserva con attenzione gli sviluppi, auspicando una soluzione pacifica e duratura della controversia.

