La bufera post Inter-Juventus non accenna a placarsi, anzi, si arricchisce di nuove, pesanti dichiarazioni. Dopo le polemiche in campo e le recriminazioni social, ad intervenire è direttamente il designatore arbitrale Gianluca Rocchi, che ammette l'errore nell'episodio chiave del match: l'espulsione di Kalulu per doppia ammonizione a seguito di un contatto, giudicato eccessivo, con Bastoni.
Rocchi, interpellato dall'Ansa, non nasconde il proprio disappunto: "Siamo molto dispiaciuti dell'episodio: per la decisione di La Penna che è chiaramente errata e per il fatto di non aver potuto usare il Var per sanarla". Parole che suonano come un'ammissione di colpa, ma che non si limitano al singolo episodio.
Il designatore, infatti, allarga il discorso al tema, sempre più scottante, delle simulazioni: "La Penna è mortificato e gli siamo vicini, ma devo dirvi la verità che non è l'unico ad aver sbagliato: perché ieri c'è stata una simulazione chiara. L'ultima di una lunga serie in un campionato in cui cercano in tutti i modi di fregarci". Una denuncia forte, che dipinge un quadro di malafede diffusa nel calcio italiano, dove, a suo dire, i giocatori sarebbero pronti a tutto pur di ingannare gli arbitri e ottenere vantaggi.
A rincarare la dose, arrivano le dichiarazioni al vetriolo di Giorgio Chiellini, Director of Football Strategy della Juventus, rilasciate a Sky dopo la partita: "È palese che il livello non sia adeguato, così non si può andare avanti. C’è un gruppo che non funziona. C'è qualcuno (si riferisce a Rocchi dopo domanda su di lui, ndr) che continua a dire a tutti che andrà via, oggi non era neanche presente a Inter-Juve. Il protocollo andrà cambiato, stasera ne è stata la prova; ma ci sono tanti modi di evitare errori del genere, decisioni così affrettate. Prima di noi si sono lamentati De Rossi, Gasperini, Conte… non siamo i primi e non saremo gli ultimi: c’è qualcosa che non funziona e il protocollo è parte di quello". Accuse pesantissime, che mettono in discussione la leadership di Rocchi e l'intero sistema arbitrale italiano.
Le parole di Chiellini fanno eco alle polemiche sollevate in passato da altri allenatori e dirigenti, che avevano già denunciato un calo del livello arbitrale e la necessità di una riforma del protocollo Var. Il riferimento di Rocchi al "cercano in tutti i modi di fregarci" richiama, invece, le dichiarazioni rilasciate a gennaio da Alexis Saelemaekers al Corriere dello Sport: "Se in area ti senti toccare, il più delle volte non resti in piedi, vai giù. Lo vedi fare agli altri e lo fai anche tu. Talvolta si rimane a terra più a lungo aspettando che venga richiamata l'attenzione dell'arbitro. Non è che in quei momenti stai troppo a pensare". Una confessione che aveva scatenato un'ondata di indignazione e che conferma la tendenza, da parte di alcuni giocatori, a sfruttare ogni minimo contatto per ottenere un calcio di rigore o un'espulsione.
La situazione, dunque, è tutt'altro cheRosea. Il calcio italiano si trova di fronte a una vera e propria crisi arbitrale, con accuse incrociate, polemiche continue e un clima di sfiducia generalizzata. Sarà necessario un intervento deciso da parte delle istituzioni per riportare serenità e credibilità in un settore cruciale per la regolarità e la spettacolarità del campionato. L'introduzione di nuove tecnologie, come il fuorigioco semiautomatico, e una maggiore trasparenza nelle decisioni arbitrali potrebbero essere passi importanti per ristabilire la fiducia tra giocatori, allenatori e tifosi.

