La Juventus è uscita sconfitta da San Siro in una partita segnata da polemiche arbitrali, scatenando la furia della dirigenza e dei giocatori. L'episodio chiave contestato è l'espulsione di Kalulu, giudicata ingiusta e determinante per l'esito finale del match. Un risultato che ha mandato su tutte le furie i tifosi bianconeri, già provati da una stagione altalenante, e ha spinto i vertici del club a una presa di posizione durissima.
Nel post partita, infatti, non si è presentato l'allenatore Luciano Spalletti, ma sono stati Damien Comolli e Giorgio Chiellini a esprimere il loro sdegno. L'ex difensore, con parole forti, ha dichiarato: "Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo oggi, è qualcosa di inaccettabile. È l'ennesimo episodio da inizio stagione che capita a noi e ad altri. Non è accettabile un errore così che rovina una partita del genere. Questo è lo spettacolo che diamo nel mondo e bisogna cambiare subito". Chiellini ha poi rincarato la dose, puntando il dito contro il protocollo VAR e auspicando un intervento da parte dei responsabili arbitrali, in particolare Rocchi, affinché vengano presi provvedimenti per evitare il ripetersi di simili errori.
Ancor più duro è stato l'amministratore delegato Comolli, che ha parlato di "imbarazzo" a nome di tutto il club: "È stato imbarazzante quello che è stato visto in tutto il mondo stasera. È una somma di episodi che ci accadono dall'inizio della stagione. È molto difficile accettare situazioni come queste. L'allenatore e i giocatori sono molto frustrati, così come i nostri tifosi. Voglio parlare con i nostri tifosi e scusarmi. Stasera non abbiamo potuto giocare la partita che volevamo, non abbiamo potuto giocare a calcio. Abbiamo perso tre punti, il calcio italiano invece ha perso la sua credibilità. Questo è inaccettabile. Come club siamo tutti uniti, combatteremo fino alla fine, ovviamente".
Le dichiarazioni di Comolli e Chiellini evidenziano un profondo malcontento nei confronti della classe arbitrale italiana, accusata di decisioni errate che danneggiano non solo la Juventus, ma l'intero movimento calcistico nazionale. La richiesta è di un cambiamento radicale, con l'adozione di misure che garantiscano maggiore trasparenza e imparzialità nelle decisioni arbitrali.
La sconfitta di San Siro, dunque, rischia di lasciare strascichi importanti, non solo per la classifica della Juventus, ma anche per il clima di fiducia nei confronti delle istituzioni calcistiche. Resta da vedere se le proteste del club bianconero porteranno a un'effettiva revisione del sistema arbitrale italiano e a una maggiore tutela degli interessi di tutte le squadre.
La partita incriminata, giocata il 14 Febbraio 2026, ha visto il Milan prevalere, ma le polemiche arbitrali hanno oscurato il risultato sportivo. L'espulsione di Kalulu è stata l'evento scatenante, ma anche altre decisioni del direttore di gara sono state contestate dalla Juventus. La speranza è che episodi come questo non si ripetano in futuro e che il calcio italiano possa ritrovare la sua credibilità, anche grazie a un arbitraggio più equo e trasparente.

