Il Como continua a stupire in Serie A, ma il suo allenatore, Cesc Fabregas, tiene i piedi ben saldi a terra. Dopo la vittoria per 2-0 contro il Sassuolo, ottenuta grazie ai gol di Douvikas e Alberto Moreno, il Como si è temporaneamente issato al quarto posto in classifica, in coabitazione con Inter e Bologna, e a soli tre punti dalla capolista Roma. Un risultato che ha entusiasmato i tifosi lariani, ma che non ha fatto perdere la lucidità all'ex centrocampista di Barcellona e Arsenal.
Intervistato da Sky Sport al termine della partita, Fabregas ha infatti dichiarato: "Per me quello che conta non è essere quarti, è scendere in campo in un certo modo e produrre un certo tipo di prestazione. Non abbiamo preso gol, ne abbiamo segnati due e abbiamo avuto occasione per farne altri: è questo, per me, l’aspetto più importante". Una filosofia, quella del tecnico spagnolo, che mette al centro il gioco e la crescita dei suoi giocatori, piuttosto che la semplice ricerca del risultato.
"Il nostro obiettivo è aggredire l’avversario quando è in possesso", ha spiegato Fabregas, "oggi qualche sbavatura c’è stata soprattutto nel primo tempo, quando il Sassuolo è riuscito ad andare spesso avanti, mentre nel secondo siamo andati molto meglio. Quello della riaggressione è un concetto che portiamo avanti sin dai primi allenamenti". Un'analisi lucida e onesta, che evidenzia sia gli aspetti positivi che quelli negativi della prestazione del Como.
Alla domanda se sognasse di vincere trofei con il Como, Fabregas ha risposto: "Preferisco vivere il momento: io mi sento fortunato ad essere qui a Como, c’è una filosofia diversa e c’è tempo e modo di far crescere questi ragazzi, con umiltà". Parole che testimoniano la sua grande umiltà e la sua volontà di costruire un progetto a lungo termine, basato sulla valorizzazione dei giovani talenti.
Infine, Fabregas ha svelato un aneddoto divertente riguardante il post-partita: "Cosa mi hanno detto a fine partita, quando si sono messi in cerchio? In realtà avevo promesso loro una sorpresa se avessero fatto gol da palla inattiva, così a fine partita mi hanno chiesto di cosa si trattasse. Il problema, però, è che non ci avevo pensato", ha concluso, con una battuta e un sorriso, l’allenatore del Como.
Insomma, un Fabregas che si conferma un allenatore moderno e innovativo, capace di unire la cura del gioco alla valorizzazione del capitale umano. Il Como, sotto la sua guida, sta dimostrando di poter competere con le migliori squadre del campionato, ma soprattutto di avere un'identità ben precisa e una filosofia di gioco ambiziosa. I tifosi lariani possono sognare, ma con la consapevolezza che la strada è ancora lunga e che il lavoro da fare è tanto. L'importante, come dice Fabregas, è continuare a giocare in un certo modo e a produrre un certo tipo di prestazione. Il futuro del Como è nelle mani di un allenatore che ha una visione chiara e una grande passione per il calcio.
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