Il pomeriggio del 24 ottobre 2026 resterà scolpito a lungo nella memoria dei tifosi lariani, testimoni di una metamorfosi che ha portato il Como 1907 dai ranghi della cadetteria ai vertici del calcio europeo in una manciata di stagioni. Dopo aver incantato l'Europa intera con la storica e rocambolesca vittoria in Champions League contro il Manchester United, la formazione guidata da Cesc Fabregas non ha accusato le fatiche di coppa, dimostrando una maturità atletica e mentale impressionante. Allo stadio Giuseppe Sinigaglia, avvolto in un'atmosfera elettrica e colorato d'azzurro in ogni ordine di posto, il Como ha superato per 2-0 un Sassuolo apparso troppo fragile per contenere l'esuberanza della squadra di casa, centrando un successo che proietta i lombardi al terzo posto solitario in classifica di Serie A con 17 punti.
La gestione di Cesc Fabregas sta riscrivendo le gerarchie del calcio italiano: il tecnico catalano ha saputo infondere nei suoi uomini una filosofia di gioco basata sul possesso palla proattivo, ma capace di verticalizzazioni letali. La partita contro i neroverdi è stata lo specchio di questa evoluzione. Se nel primo tempo la squadra di Reggio Emilia era riuscita a chiudere gli spazi grazie a un assetto difensivo ordinato, la ripresa ha visto salire in cattedra la qualità individuale e collettiva del Como. Il protagonista assoluto è stato Anastasios Douvikas, l'attaccante greco che sotto la gestione Fabregas ha trovato una continuità realizzativa senza precedenti, diventando il terminale perfetto per le geometrie della trequarti lariana.
Il vantaggio è arrivato in apertura di secondo tempo, rompendo un equilibrio che sembrava poter favorire il piano tattico del Sassuolo. Al 50', un'azione corale partita dai piedi di Nico Paz ha servito sulla corsia esterna il talento brasiliano Kaiki Bruno, la cui visione di gioco è stata fondamentale. Il cross teso e preciso del laterale verdeoro ha trovato Anastasios Douvikas puntuale all'appuntamento con il gol: un tocco sotto misura che ha freddato la difesa avversaria e fatto esplodere il Sinigaglia. Nonostante il tentativo di reazione dei neroverdi, il Como non ha mai perso il controllo del centrocampo, gestendo i ritmi e colpendo ancora al 60'. È stata una fotocopia della prima rete: un'ispirazione ancora di Kaiki Bruno ha permesso a Anastasios Douvikas di firmare la sua doppietta personale, consolidando il risultato e mettendo in cassaforte tre punti pesantissimi per le ambizioni del club.
Per il Sassuolo, questa sconfitta rappresenta il terzo passaggio a vuoto nelle ultime quattro giornate, un campanello d'allarme che la dirigenza non può ignorare. La squadra, ferma a quota 8 punti in tredicesima posizione, sembra aver perso quella brillantezza che l'aveva contraddistinta negli anni passati. La mancanza di incisività offensiva e le amnesie difensive mostrate in Lombardia sollevano dubbi sulla tenuta psicologica del gruppo in un campionato di Serie A che, in questo 2026, si sta dimostrando estremamente competitivo e livellato verso l'alto. Al contrario, il Como guarda tutti dall'alto della sua nuova consapevolezza, pronto a sfidare le grandi storiche del torneo per un posto stabile nell'élite del calcio nazionale.

