L'incubo si materializza ancora una volta: l'Italia non parteciperà ai Mondiali di calcio per la terza edizione consecutiva. Il sogno di tornare a competere nella rassegna iridata, a dodici anni dall'ultima apparizione, si è infranto nella gelida notte di Zenica, dove la Bosnia ha avuto la meglio ai calci di rigore, condannando gli Azzurri di Gennaro Gattuso a un'altra cocente delusione.
La partita, vibrante e carica di tensione fin dai primi istanti, ha visto l'Italia passare in vantaggio grazie a un gol di Moise Kean, abile a sfruttare un errore del portiere bosniaco Vasilj. Tuttavia, l'espulsione di Alessandro Bastoni nel finale del primo tempo ha cambiato radicalmente l'inerzia del match, costringendo gli Azzurri a giocare in inferiorità numerica per oltre un'ora.
Nella ripresa, la Bosnia ha intensificato la pressione, trovando il pareggio con Tabakovic e mettendo a dura prova la resistenza della retroguardia italiana. Nonostante le parate decisive di Gianluigi Donnarumma, l'Italia ha faticato a contenere gli attacchi avversari, rischiando più volte di capitolare.
I tempi supplementari non hanno regalato ulteriori emozioni, con entrambe le squadre visibilmente stanche e guardinghe. Si è giunti così all'epilogo più crudele: la lotteria dei calci di rigore. Dagli undici metri, gli errori di Pio Esposito e Cristante si sono rivelati fatali, consegnando alla Bosnia la vittoria e la qualificazione ai Mondiali 2026.
L'eliminazione rappresenta un duro colpo per il calcio italiano, che dovrà ora interrogarsi sulle cause di questo nuovo fallimento e lavorare per ricostruire un futuro piùRadiosa. Le critiche non mancheranno, soprattutto nei confronti del tecnico Gattuso, chiamato a fare i conti con una rosa che, pur ricca di talento, sembra mancare di quella solidità e mentalità vincente necessarie per competere ai massimi livelli internazionali.
Il cammino verso i prossimi Europei sarà fondamentale per ritrovare fiducia e smalto, in attesa di un ricambio generazionale che possa riportare l'Italia ai vertici del calcio mondiale. Nel frattempo, resta l'amarezza per un'altra occasione sprecata e la consapevolezza che il lavoro da fare è ancora tanto.
La partita, giocata in un'atmosfera infuocata allo stadio Bilino Polje di Zenica, ha visto la Bosnia partire subito all'attacco, creando alcune occasioni pericolose con Demirovic e Memic. L'Italia, però, è riuscita a sbloccare il risultato al 15' grazie a un errore in fase di impostazione del portiere Vasilj, che ha servito involontariamente Barella. Il centrocampista ha immediatamente innescato Moise Kean, il quale ha realizzato un preciso diagonale di destro.
Nonostante il vantaggio, l'Italia ha continuato a soffrire la pressione della Bosnia, che ha creato diverse occasioni sulle fasce. Al 41', l'episodio chiave: Memic è stato atterrato al limite dell'area da Bastoni, che è stato espulso dall'arbitro Turpin. La decisione ha lasciato l'Italia in dieci uomini e ha galvanizzato il pubblico di Zenica.
Nella ripresa, la Bosnia ha continuato ad attaccare a testa bassa, trovando il pareggio al 79' con Tabakovic, lesto a ribadire in rete una respinta di Donnarumma su colpo di testa di Dzeko. Nel finale, entrambe le squadre hanno avuto occasioni per vincere, ma il risultato è rimasto invariato fino al termine dei tempi regolamentari.
Nei supplementari, la stanchezza ha preso il sopravvento e le occasioni da gol sono state rare. L'Italia ha protestato per un fallo su Palestra al limite dell'area, chiedendo l'espulsione di Muharemovic, ma l'arbitro ha optato solo per il cartellino giallo.
Ai calci di rigore, gli errori di Pio Esposito e Cristante hanno condannato l'Italia all'eliminazione, scatenando la gioia dei tifosi bosniaci e la delusione dei giocatori e dei sostenitori azzurri. Un'altra notte amara per il calcio italiano, che dovrà ripartire dalle macerie e cercare di costruire un futuro più vincente.

