Milan, è scontro totale tra Ibrahimovic e Allegri: futuro rossonero nel caos

Le interferenze tattiche dello svedese e i malumori di Casa Milan spingono il tecnico verso l'addio: Gerry Cardinale prepara la rivoluzione societaria

Milan, è scontro totale tra Ibrahimovic e Allegri: futuro rossonero nel caos

Il clima che si respira all'interno di Casa Milan in questa calda metà di maggio 2026 è tutt'altro che sereno. Nonostante i tentativi pubblici di facciata per mantenere una parvenza di unità, la frattura interna al club rossonero appare ormai insanabile, con due poli di potere che si scontrano frontalmente: da una parte l'allenatore Massimiliano Allegri, dall'altra l'uomo di fiducia della proprietà, Zlatan Ibrahimovic. Le parole pronunciate recentemente dal tecnico toscano, che invitava tutte le componenti a restare unite per il bene del Milan, non erano affatto dichiarazioni di circostanza, bensì un estremo segnale di allarme lanciato verso una dirigenza che appare sempre più frammentata in correnti contrapposte. La proprietà guidata da Gerry Cardinale e dal fondo RedBird sembra ormai pronta a un intervento drastico, un vero e proprio repulisti che potrebbe cambiare radicalmente il volto del club in vista della stagione 2026/2027.

Al centro della contesa c'è la figura di Zlatan Ibrahimovic. Dopo un periodo di relativo appannamento seguito alle critiche per la gestione del calciomercato invernale del gennaio 2025, lo svedese è tornato prepotentemente al centro del progetto decisionale di Cardinale. La sua posizione di 'Senior Advisor' si è trasformata di fatto in quella di un supervisore assoluto, una sorta di plenipotenziario che non si limita più a fornire consigli motivazionali, ma entra pesantemente nelle dinamiche tecniche e gestionali della squadra. Questo ritorno in auge ha però innescato un cortocircuito con Massimiliano Allegri. I rapporti tra i due, già storicamente complessi dai tempi del primo scudetto dell'era Berlusconi, sono precipitati definitivamente dopo la sfida contro il Napoli. Quello che sembrava un pretesto di poco conto, ovvero la scelta del terzo portiere da tesserare per la prossima annata, è stato in realtà il detonatore di una tensione accumulata per mesi tra Milanello e gli uffici di via Aldo Rossi a Milano.

Le indiscrezioni che filtrano dall'ambiente rossonero parlano di un Allegri profondamente infastidito da quelle che considera vere e proprie intrusioni nel suo ambito di competenza. In particolare, il tecnico non avrebbe gradito affatto i contatti diretti che Ibrahimovic avrebbe mantenuto con alcuni pilastri della squadra, come Rafael Leao e Youssouf Fofana. Pare infatti che lo svedese si sia spinto a fornire suggerimenti tattici personalizzati ai giocatori, scavalcando di fatto l'autorità dell'allenatore e creando confusione nelle gerarchie dello spogliatoio. Questo 'doppio comando' è diventato insostenibile per un allenatore di carattere come Allegri, che pur avendo ribadito il desiderio di onorare il contratto con il Milan, vede la sua posizione farsi ogni ora più precaria. La sensazione è che il progetto tecnico legato all'allenatore livornese sia giunto al capolinea proprio a causa dell'ingombrante presenza di Ibrahimovic, eletto da Cardinale come garante della mentalità vincente della squadra.

Ma la crisi non riguarda solo la panchina. Il futuro di figure chiave come Igli Tare e l'amministratore delegato Giorgio Furlani è seriamente a rischio. Furlani, in particolare, è finito nel mirino della contestazione del tifo organizzato, che ne critica la gestione finanziaria e comunicativa. In questo scenario di incertezza, si fa sempre più insistente il nome di Tony D'Amico, attuale direttore sportivo dell'Atalanta, come possibile nuovo innesto per ridisegnare l'area sportiva. Il suo profilo è molto gradito a una parte della dirigenza che punta a replicare il modello di scouting e sostenibilità che ha fatto la fortuna del club di Bergamo. Tuttavia, ogni mossa futura dovrà passare dal vaglio di Ibrahimovic, che sembra intenzionato a esercitare un controllo totale sulla costruzione della rosa per l'estate del 2026. La situazione è in continua evoluzione e la permanenza di Allegri appare legata a un filo sottilissimo: senza un chiarimento definitivo e una chiara delimitazione dei ruoli, il divorzio al termine del campionato sembra l'unica soluzione possibile per evitare che la tensione interna finisca per travolgere anche i risultati sul campo in Italia e in Europa.

Pubblicato Giovedì, 14 Maggio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Giovedì, 14 Maggio 2026

Marco P.

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