La partita tra Milan e Lazio, disputata il 30 Novembre 2025, si è conclusa con una vibrante protesta da parte della società biancoceleste, scatenata da un episodio arbitrale giudicato sfavorevole. In seguito al mancato rigore concesso nei concitati minuti finali, la Lazio ha optato per una forma di protesta silenziosa ma eloquente: il silenzio stampa. Nessun membro della squadra, compreso l'allenatore Maurizio Sarri, ha rilasciato dichiarazioni ai media nel post-partita, un segnale forte e chiaro del disappunto del club.
La contestazione è esplosa anche sui social media, dove la Lazio ha pubblicato un messaggio lapidario: "Le immagini parlano per noi". Questo post, diventato virale in breve tempo, sottolinea la convinzione del club che l'episodio incriminato sia fin troppo chiaro e non necessiti di ulteriori commenti. La decisione di non parlare direttamente ai media tradizionali, ma di affidarsi alla potenza comunicativa dei social network, evidenzia una strategia ben precisa da parte della società.
L'episodio al centro della discordia si è verificato a pochi secondi dalla fine della partita. Su un cross dalla sinistra, Romagnoli ha tentato una girata al volo, colpendo il gomito di Pavlovic. L'arbitro, dopo aver consultato il VAR, ha ammesso il tocco di mano di Pavlovic, ma ha anche ravvisato un fallo precedente di Marusic sul difensore rossonero. Questa decisione ha scatenato l'ira dei giocatori e dei tifosi laziali, che ritengono il rigore sacrosanto e la successiva punizione per il fallo di Marusic una decisione ingiusta e penalizzante. Le immagini dell'azione, analizzate e riviste da diverse angolazioni, continuano ad alimentare il dibattito e la polemica.
La scelta del silenzio stampa è una misura drastica, ma non inedita nel mondo del calcio. Spesso adottata in segno di protesta contro decisioni arbitrali considerate errate o per contestare situazioni che danneggiano gli interessi del club. In questo caso, la Lazio ha voluto esprimere in modo inequivocabile il proprio dissenso, puntando i riflettori su un episodio che, a loro dire, ha compromesso il risultato della partita. Resta da vedere quali saranno le conseguenze di questa protesta e se la Lazio continuerà su questa linea nelle prossime partite.
Al di là della specifica controversia, l'episodio solleva ancora una volta interrogativi sull'utilizzo del VAR e sull'interpretazione delle regole del gioco. Mentre alcuni sostengono che la tecnologia abbia contribuito a ridurre gli errori arbitrali, altri ritengono che il suo utilizzo eccessivo e a volte contraddittorio possa snaturare lo spirito del calcio e alimentare ulteriori polemiche. Il dibattito è aperto e destinato a proseguire, con la speranza di trovare un equilibrio che garantisca maggiore giustizia e trasparenza nel mondo del calcio.
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