Roma, muro contro muro per Greenwood: l'ingaggio frena l'affare dell'estate

Mentre Gasperini prepara il ritorno in Champions League, la trattativa per l'asso inglese subisce un brusco rallentamento a causa delle richieste dell'entourage.

Roma, muro contro muro per Greenwood: l'ingaggio frena l'affare dell'estate

Il sole di Roma scalda l'attesa dei tifosi giallorossi, ma a Trigoria l'aria si è fatta improvvisamente tesa. La data del 13 Luglio 2026 è segnata in rosso sul calendario di Gian Piero Gasperini: sarà il giorno del raduno ufficiale, il momento in cui la squadra inizierà a plasmare i propri sogni per una stagione che vedrà finalmente il ritorno dei capitolini sul palcoscenico della Champions League. Tuttavia, il grande colpo che avrebbe dovuto infiammare l'entusiasmo della piazza, Mason Greenwood, sta vivendo ore di profonda incertezza. Il direttore sportivo Tony D'Amico lavora senza sosta per consegnare al tecnico l'attaccante ideale per il suo schema tattico, ma le ultime ore hanno registrato una frenata brusca e inaspettata che rischia di compromettere settimane di diplomazia sportiva.

La situazione è complessa e si gioca su equilibri economici sottilissimi. L'operazione complessiva per strappare l'inglese all'Olympique Marsiglia ha raggiunto cifre astronomiche, sfiorando la barriera dei 100 milioni di euro se si considerano il costo del cartellino, il pacchetto salariale pluriennale e le pesanti commissioni richieste dagli intermediari. Nonostante l'apertura della famiglia Friedkin a un investimento di tale portata, necessaria per elevare il livello competitivo della rosa in vista degli impegni europei, è sorto un ostacolo imprevisto proprio sul fronte dell'ingaggio. La Roma aveva già messo sul piatto una proposta solida da 4,5 milioni di euro netti a stagione più bonus facilmente raggiungibili, convinta che tale sforzo fosse sufficiente a strappare il sì definitivo del giocatore.

A rompere l'idillio è stato il padre-agente del classe 2001, che nelle ultime ore ha alzato la posta chiedendo un ulteriore milione di euro sulla base fissa. Una mossa che ha trovato il muro invalicabile della dirigenza giallorossa. Da Trigoria è arrivato un no secco: il club ritiene la proposta già formulata come il massimo sforzo sostenibile per non alterare gli equilibri dello spogliatoio e rispettare i parametri di sostenibilità finanziaria che la Roma si è imposta in questa nuova era. La rigidità del club non è però solo una questione di principio, ma una reazione strategica a un tentativo di asta che rischia di dilatare i tempi oltre il limite consentito.

Sullo sfondo rimane minacciosa l'ombra del Fenerbahçe. In Turchia sono pronti a follie pur di portare Mason Greenwood a Istanbul, avendo già ventilato un'offerta contrattuale da ben 7 milioni di euro annui. È proprio questo rilancio turco ad aver spinto l'entourage dell'attaccante a bussare nuovamente alla porta della Roma, sperando di ottenere un adeguamento istantaneo. Tuttavia, il club turco si scontra con una realtà differente sul fronte del cartellino: sebbene siano disposti a strapagare il calciatore, non hanno ancora trovato l'accordo con il Marsiglia, che non scende dalla valutazione di 50 milioni di euro cash. Al contrario, la Roma ha già una base d'intesa con i francesi, ma senza l'accordo totale con il giocatore, l'intero castello rischia di crollare.

Il fattore tempo gioca un ruolo cruciale. Il Marsiglia sta per iniziare la sua tournée in Costa d'Avorio e vorrebbe definire la rosa prima della partenza. Tony D'Amico ha fissato una deadline interna: entro una settimana l'affare dovrà essere concluso, in un senso o nell'altro. Mason Greenwood dal canto suo continua ad allenarsi regolarmente in Francia, ma ha già espresso la sua preferenza per l'Italia e per il progetto tecnico di Gasperini, considerato l'allenatore ideale per esaltare le sue doti di finalizzatore e la sua velocità nel dribbling. La prospettiva di giocare la Champions League con la maglia giallorossa lo affascina, ma il legame familiare e professionale con il padre-agente impone una riflessione che sta rallentando ogni operazione.

In questo scenario, la Roma non resta a guardare e ha già iniziato a sondare alternative di alto profilo nel caso in cui la pista Greenwood dovesse definitivamente tramontare. La volontà di non farsi prendere per la gola è un segnale di forza della proprietà, che vuole evitare di ripetere errori del passato legati a ingaggi fuori mercato. La tifoseria attende con il fiato sospeso, sapendo che il successo della prossima stagione passerà inevitabilmente dalla capacità del club di chiudere colpi di questo calibro. Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se il padre di Greenwood deciderà di fare un passo indietro accettando la generosa offerta romana o se la trattativa diventerà uno dei grandi rimpianti di questa caldissima estate di mercato del 2026. La Roma ha parlato chiaro: il progetto è ambizioso, ma la dignità finanziaria del club viene prima di ogni singolo talento.

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Pubblicato Mercoledì, 08 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 08 Luglio 2026

Marco P.

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