La Commissione Europea ha annunciato l'avvio di un'indagine formale nei confronti di X, la piattaforma di microblogging di proprietà di Elon Musk, a causa della preoccupante diffusione di materiali sessualmente espliciti generati tramite il suo chatbot di intelligenza artificiale, Grok. L'indagine, condotta in conformità con il Digital Services Act (DSA) dell'UE, mira a valutare i rischi associati all'introduzione di Grok su X nel territorio dell'Unione Europea e l'adeguatezza delle misure adottate per mitigarli.
La Commissione Europea ha espresso serie preoccupazioni riguardo alla potenziale diffusione di contenuti illegali all'interno dell'UE, inclusi deepfake e immagini manipolate a sfondo sessuale, che potrebbero rientrare nella categoria di materiale pedopornografico. Tali contenuti, secondo la Commissione, rappresentano una grave minaccia per i cittadini europei, in particolare per i minori.
In risposta alle critiche relative alla creazione di deepfake sessuali non consensuali da parte di Grok, X ha dichiarato di aver implementato misure tecnologiche per bloccare la possibilità per l'account Grok di modificare immagini di persone reali in abiti succinti. Inoltre, la piattaforma ha limitato la modifica di immagini tramite Grok su X ai soli abbonati premium. Tuttavia, è emerso che l'applicazione Grok consente ancora la creazione di immagini esplicite utilizzando account gratuiti, eludendo di fatto le restrizioni imposte.
Oltre all'Unione Europea, anche altri paesi, tra cui il Regno Unito e il Giappone, hanno avviato indagini per verificare la conformità del chatbot Grok alle normative vigenti in materia di creazione e diffusione di immagini sessualmente esplicite non consensuali. In India e Malesia, l'accesso a Grok è stato limitato a causa delle preoccupazioni sollevate.
La Commissione Europea ha inoltre annunciato l'estensione dell'indagine avviata nel 2023 nei confronti di X riguardo al suo sistema di raccomandazione e al rispetto degli obblighi di contrasto alla diffusione di contenuti illegali e disinformazione sulla piattaforma. Nel mese di dicembre, l'Unione Europea ha già sanzionato X con una multa di 120 milioni di euro per violazione degli obblighi di trasparenza previsti dal DSA.
Questa nuova indagine rappresenta un ulteriore passo nella crescente attenzione delle autorità europee verso la regolamentazione delle piattaforme digitali e l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, con l'obiettivo di proteggere i diritti dei cittadini e contrastare la diffusione di contenuti illegali e dannosi. Il caso di X e Grok evidenzia le sfide poste dall'IA generativa in termini di responsabilità e controllo dei contenuti, aprendo un dibattito cruciale sul futuro della regolamentazione tecnologica.

