Addio a Luigi Colombo: scompare il pioniere che rivoluzionò la telecronaca sportiva

Il giornalismo italiano piange l'inventore del commento a due voci che trasformò il racconto del calcio insieme a leggende come Altafini e Capello.

Addio a Luigi Colombo: scompare il pioniere che rivoluzionò la telecronaca sportiva

Il panorama del giornalismo sportivo italiano si risveglia oggi più povero, segnato dalla perdita di una delle sue figure più iconiche, innovatrici e signorili. All'età di 79 anni si è spento Luigi Colombo, un uomo che non si è limitato a raccontare lo sport, ma ne ha letteralmente riscritto le regole narrative televisive. Nato a Cesano Maderno nel 1947, Colombo ha attraversato decenni di storia del piccolo schermo, lasciando un'impronta indelebile che oggi ritroviamo in ogni singola trasmissione sportiva, dalla Serie A alle competizioni internazionali più prestigiose. La sua scomparsa rappresenta la fine di un'era, quella dei pionieri capaci di osare e di trasformare una semplice cronaca in un evento corale e approfondito.

La carriera di Luigi Colombo è indissolubilmente legata agli anni d'oro di Telemontecarlo, l'emittente che tra gli anni Settanta e Novanta rappresentò una vera e propria fucina di talenti e di innovazioni linguistiche. Fu proprio in quel contesto vibrante che Colombo ebbe l'intuizione che avrebbe cambiato per sempre il modo di fruire il calcio in televisione: l'invenzione della telecronaca a due voci. Prima di lui, il racconto era affidato a un unico giornalista, spesso austero e puramente descrittivo. Colombo capì che lo spettatore cercava qualcosa di più, un'analisi tecnica che solo chi aveva calcato i campi di gioco poteva offrire. Fu così che portò in cabina di commento ex calciatori e allenatori di immenso spessore, creando dei binomi leggendari che sono rimasti impressi nella memoria collettiva degli appassionati.

Tra i nomi che hanno condiviso con lui il microfono spicca quello di José Altafini, con cui Colombo formò una coppia capace di unire competenza tattica a una travolgente simpatia, rendendo il racconto calcistico un momento di intrattenimento oltre che di informazione. Non meno importanti furono le collaborazioni con Fabio Capello, che proprio accanto a Colombo affinò la sua capacità di analisi che lo avrebbe poi reso uno dei tecnici più vincenti della storia, e Giacomo Bulgarelli, la cui eleganza e conoscenza del gioco si sposavano perfettamente con lo stile sobrio e autorevole del giornalista brianzolo. Questa formula, inizialmente accolta con curiosità, divenne in breve tempo lo standard assoluto, venendo poi adottata da tutti i principali network nazionali e internazionali.

Il curriculum professionale di Luigi Colombo parla da solo e testimonia una dedizione al lavoro fuori dal comune. Nella sua lunga e onorata carriera ha prestato la voce a ben quattro edizioni dei Mondiali di calcio, tre Europei e tre Olimpiadi, dimostrando una poliedricità rara nel saper raccontare non solo il pallone, ma l'essenza stessa dello spirito olimpico. Con oltre 500 partite di Coppa commentate, Colombo è stato il testimone oculare dei successi dei club italiani in Europa, vivendo da protagonista le notti magiche in cui le squadre del nostro Paese dominavano il continente. La sua voce, sempre equilibrata e mai sopra le righe, era diventata sinonimo di grande calcio, capace di trasmettere l'emozione del gol con un'intensità che non scadeva mai nel fanatismo.

Ma l'impegno di Luigi Colombo non si esauriva davanti a una telecamera o in una tribuna stampa. L'uomo ha sempre mantenuto un legame viscerale con le sue radici e con la sua comunità di origine a Cesano Maderno. Qui, ha riversato la sua energia e il suo spirito di servizio nella fondazione e nella crescita del Lions Club locale, istituzione di cui era diventato un pilastro fondamentale. Il suo contributo al tessuto sociale del territorio è stato ricordato con commozione da Pierluigi Bozzoli, attuale presidente del sodalizio, che ha sottolineato come la visione e l'entusiasmo di Colombo fossero rivolti costantemente alla solidarietà e all'aiuto verso il prossimo. Secondo Bozzoli, Colombo incarnava perfettamente gli ideali lionistici, portando la sua professionalità e la sua cultura al servizio dei progetti di beneficenza e di sviluppo sociale della zona di Monza e della Brianza.

La scomparsa di Luigi Colombo lascia un vuoto che sarà difficile colmare. Egli apparteneva a quella categoria di professionisti che consideravano il giornalismo come una missione, fatta di studio costante, rispetto per il pubblico e una curiosità mai sopita. In un'epoca dominata dalla velocità dei social e spesso dalla superficialità, il suo esempio di rigore e innovazione rimane un faro per le nuove generazioni di cronisti. Il mondo dello sport perde un narratore d'eccezione, la sua città perde un cittadino illustre e generoso, ma il suo lascito, quella voce raddoppiata che oggi sentiamo in ogni stadio del mondo, continuerà a raccontarci la bellezza del gioco più bello del mondo, proprio come lui aveva immaginato in una sera di tanti anni fa negli studi di Telemontecarlo.

Pubblicato Mercoledì, 08 Luglio 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 08 Luglio 2026

Marco P.

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Editore professionista appassionato di sport come calcio, padel, tennis e tanto altro. Sarò il vostro aggiornamento quotidiano sulle nuove release di giochi nel mondo delle slot machine da casino sia fisico che online e inoltre, anche cronista sportivo.


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