La direzione arbitrale di Federico La Penna durante il match tra Inter e Juventus continua a far discutere, ben oltre il fischio finale. Dopo le critiche per l'espulsione di Kalulu, il direttore di gara si trova ora al centro di una tempesta mediatica che potrebbe costargli un periodo di stop e lo ha spinto a denunciare gravi minacce di morte.
Le parole di Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, avevano già preannunciato un possibile provvedimento nei confronti di La Penna. L'errore nell'interpretazione del fallo da ultimo uomo è apparso evidente, tanto da far ipotizzare una sospensione di circa un mese. Tuttavia, alcune voci suggerivano anche un suo possibile ritorno immediato in campo, come tentativo di superare rapidamente lo shock post-partita.
Secondo indiscrezioni provenienti da ambienti vicini all'AIA, la decisione più probabile sembra essere quella di fermare La Penna per un periodo di riflessione. Una scelta mirata non solo a sanzionare l'errore tecnico, ma anche a tutelare la serenità dell'arbitro, visibilmente scosso dalle pesanti contestazioni ricevute. Gli insulti e le minacce, infatti, si sono riversati violentemente sui social media, prendendo di mira anche la sua famiglia.
Come riportato dal Corriere dello Sport, La Penna ha sporto denuncia alla Polizia Postale per le minacce ricevute online. Messaggi di inaudita violenza, contenenti frasi come "ti sparo", "ti ammazzo" e "sappiamo dove abiti", sono stati indirizzati a lui, a sua moglie e alle sue due figlie piccole. Un atto grave e inaccettabile, soprattutto se si considera che si tratta di una partita di calcio.
La vicenda assume una connotazione ancora più particolare se si considera la professione di La Penna, avvocato di professione. La sua conoscenza del diritto gli ha permesso di agire prontamente e di documentare adeguatamente le minacce ricevute, fornendo elementi utili alle indagini. Resta da vedere quali saranno le decisioni ufficiali in merito alla sua sospensione e quali provvedimenti verranno presi nei confronti degli autori delle minacce. Quel che è certo è che questo episodio solleva ancora una volta il problema della violenza verbale e dell'odio online, un fenomeno che purtroppo si manifesta sempre più spesso anche nel mondo del calcio. La speranza è che questa vicenda possa servire da monito e contribuire a promuovere un clima di maggiore rispetto e civiltà, dentro e fuori dal campo.

