Rivoluzione regolamento: Cartellino rosso per chi si copre la bocca

L'Ifab approva nuove norme drastiche contro il razzismo e le proteste estreme: le sanzioni debutteranno ai prossimi Mondiali

Rivoluzione regolamento: Cartellino rosso per chi si copre la bocca

Il mondo del calcio si appresta a vivere una trasformazione radicale nel modo in cui i protagonisti vivono e comunicano sul terreno di gioco. Durante una riunione straordinaria tenutasi a Vancouver, l'International Football Association Board (Ifab) ha approvato all'unanimità una serie di emendamenti al regolamento che promettono di cambiare per sempre il volto delle competizioni internazionali. La decisione più clamorosa e discussa riguarda l'introduzione del cartellino rosso diretto per quei giocatori che, rivolgendosi a un avversario o a un ufficiale di gara, scelgono deliberatamente di coprirsi la bocca con le mani o con la maglia per nascondere il labiale. Questa misura, che potrebbe apparire drastica a una prima analisi superficiale, affonda le sue radici nella ferma volontà della FIFA di eradicare ogni forma di discriminazione e razzismo dagli stadi di tutto il mondo.

Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, era stato il primo a lanciare l'allarme lo scorso marzo, sottolineando come l'abitudine di celare la bocca fosse diventata troppo spesso uno scudo dietro cui nascondere insulti ignobili. Secondo Infantino, la trasparenza deve essere totale: chi non ha nulla da nascondere non ha motivo di temere le telecamere o la lettura del labiale. Se un gesto viene utilizzato per veicolare un'offesa discriminatoria senza lasciare tracce evidenti, la conseguenza naturale deve essere l'espulsione immediata. Questa decisione non è nata nel vuoto, ma è il risultato di consultazioni approfondite che hanno coinvolto federazioni, leghe e rappresentanti dei calciatori, tutti concordi nel ritenere che la pulizia etica del calcio debba passare anche attraverso la visibilità del parlato in campo.

A spingere l'Ifab verso questa accelerazione normativa sono stati alcuni episodi recenti che hanno scosso l'opinione pubblica sportiva. Uno dei casi più eclatanti è avvenuto durante una sfida di Champions League tra Real Madrid e Benfica, che ha visto protagonisti Vinicius Junior e Gianluca Prestianni. In quell'occasione, Prestianni è stato accusato di aver rivolto insulti razzisti all'attaccante brasiliano proprio mentre si copriva la bocca con la divisa da gioco. Nonostante il tentativo di nascondere il gesto, l'indagine successiva ha portato a una squalifica di sei giornate per il calciatore del Benfica. Da Vancouver arriva ora un messaggio chiaro: non si attenderanno più le prove video post-partita per sanzionare tali comportamenti, poiché l'atto stesso di nascondere il labiale durante un confronto acceso sarà considerato un indizio di colpevolezza sufficiente per il provvedimento disciplinare immediato.

Oltre alla norma sul labiale, l'Ifab ha introdotto un'altra modifica sostanziale riguardante la gestione delle proteste collettive. Verrà applicata l'espulsione non solo per i giocatori che abbandonano il campo per protestare contro una decisione arbitrale, ma anche per gli ufficiali di gara, allenatori o membri dello staff che incitano i propri atleti a farlo. Questa norma mira a preservare la continuità del gioco e l'autorità della terna arbitrale, evitando situazioni di caos che danneggiano l'immagine del calcio a livello globale. Il riferimento, neanche troppo velato, è alle tensioni registrate durante la finale di Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal, dove le minacce di abbandono del campo hanno rischiato di compromettere lo svolgimento dell'evento. In linea con questo principio, è stato stabilito che la squadra che causerà l'interruzione definitiva di una partita perderà la gara a tavolino, senza appello.

Le nuove regole entreranno ufficialmente in vigore a partire dai prossimi Mondiali di calcio, un palcoscenico che vedrà la partecipazione di ben 48 squadre. Nelle prossime settimane, la FIFA provvederà a inviare una comunicazione dettagliata a tutte le federazioni partecipanti per istruire atleti e staff tecnico sulle nuove disposizioni. L'obiettivo è arrivare alla competizione con una consapevolezza totale delle conseguenze: il rispetto reciproco e la lotta al razzismo non sono più solo slogan, ma norme codificate che richiedono una condotta impeccabile. Gianni Infantino ha ribadito che questa è una missione di civiltà: il calcio deve essere un esempio di integrazione e chi sceglie la via dell'insulto nascosto non ha posto in questo sport. La comunità internazionale osserva con attenzione questa evoluzione, consapevole che l'efficacia di tali norme dipenderà dalla coerenza con cui verranno applicate dai direttori di gara su ogni campo di gioco.

Pubblicato Mercoledì, 29 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Mercoledì, 29 Aprile 2026

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