Come precedentemente riportato, la corporation giapponese SoftBank, verso la fine dell'anno, ha cercato freneticamente i fondi per investire in OpenAI le diverse decine di miliardi di dollari promessi in aprile. I rimanenti 22,5 miliardi di dollari sono stati trasferiti a OpenAI questa settimana, come riportato da fonti CNBC. Ora, la corporation giapponese detiene circa l'11% delle azioni della startup americana.
Oltre ai 7,5 miliardi di dollari trasferiti direttamente a OpenAI in precedenza, SoftBank ha anche investito 11 miliardi di dollari nella startup attraverso progetti congiunti con altri investitori, portando l'importo totale degli investimenti a 41 miliardi di dollari. Secondo la fonte, escludendo questi investimenti, la capitalizzazione di OpenAI raggiungeva i 260 miliardi di dollari a febbraio di quest'anno. Si ritiene che da allora sia cresciuta più volte e OpenAI stia attivamente contendendo alla compagnia aerospaziale SpaceX il titolo di startup più costosa del mondo.
È importante ricordare che OpenAI prevede di investire circa 1,4 trilioni di dollari nello sviluppo dell'infrastruttura informatica dell'IA nei prossimi otto anni, ma gli accordi con partner e investitori sono organizzati in modo tale che il denaro circoli, e la stessa OpenAI non corre alcun rischio. Questi schemi hanno iniziato a preoccupare gli esperti, che parlano sempre più spesso della formazione di una bolla nel settore dell'IA. Inoltre, il denaro a disposizione dei colossi tecnologici non è più sufficiente per finanziare la costruzione di infrastrutture per l'IA e i debiti iniziano a formarsi al di fuori del settore.
L'iniezione di capitale da parte di SoftBank giunge in un momento cruciale per il settore dell'intelligenza artificiale. Da un lato, l'entusiasmo per le potenzialità dell'IA generativa, incarnata da modelli come GPT-4 di OpenAI, è palpabile e alimenta una corsa agli investimenti senza precedenti. Dall'altro, crescono i timori che la valutazione di alcune aziende del settore, come appunto OpenAI, sia eccessiva e non sostenuta da reali prospettive di profitto a breve termine. La competizione con SpaceX per il titolo di startup più valutata al mondo è un simbolo di questa situazione, con entrambe le aziende che operano in settori ad alta intensità di capitale e con orizzonti temporali di ritorno sull'investimento piuttosto lunghi.
La strategia di OpenAI di finanziare lo sviluppo dell'infrastruttura IA attraverso complessi schemi di investimento, in cui il denaro sembra circolare senza un reale rischio per l'azienda, solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello. Se da un lato permette di attrarre ingenti capitali, dall'altro crea una dipendenza da continue iniezioni di liquidità e aumenta la vulnerabilità a eventuali cambiamenti nel sentiment degli investitori. Il fatto che i debiti stiano iniziando a formarsi al di fuori del settore tecnologico, come sottolineato nell'articolo originale, è un segnale di allarme che non va sottovalutato. Potrebbe indicare che la capacità del sistema finanziario di assorbire gli investimenti nell'IA sta raggiungendo il limite, e che una correzione del mercato potrebbe essere imminente.
In conclusione, l'investimento di SoftBank in OpenAI è un'arma a doppio taglio. Da un lato, fornisce all'azienda le risorse necessarie per continuare a innovare e sviluppare nuove tecnologie IA. Dall'altro, alimenta i timori di una bolla nel settore e solleva interrogativi sulla sostenibilità del modello di business di OpenAI. Sarà il tempo a dire se l'azienda sarà in grado di trasformare le sue ambiziose promesse in realtà, e se l'attuale entusiasmo per l'IA si tradurrà in una crescita economica duratura o in una dolorosa correzione del mercato.

