L'anno appena trascorso sarà ricordato per la crescita esponenziale del mercato dell'Intelligenza Artificiale (IA), una crescita che ha sollevato non poche preoccupazioni riguardo la formazione di una bolla speculativa, paragonabile a quella delle dot-com alla fine degli anni '90. In questo contesto di fermento, i patrimoni delle società tecnologiche hanno visto un'impennata, e i loro amministratori delegati hanno colto l'occasione per monetizzare le proprie partecipazioni azionarie, convertendo azioni in denaro contante per un valore complessivo di 16 miliardi di dollari, secondo quanto riportato da fonti interne all'agenzia Bloomberg.
A guidare questa ondata di vendite è stato Jeff Bezos, fondatore di Amazon, che tra giugno e luglio ha ceduto 25 milioni di azioni per un valore di 5,7 miliardi di dollari, in concomitanza con le celebrazioni del suo matrimonio con Lauren Sanchez a Venezia. Dal 2002, Bezos ha venduto azioni per un valore superiore a 50 miliardi di dollari, come evidenziato dal Bloomberg Billionaires Index.
Non molto distante da Bezos si posiziona Safra Catz, ex amministratore delegato di Oracle, che ha venduto 12,5 milioni di azioni per un valore di 2,5 miliardi di dollari. Il suo patrimonio netto è stimato in 3,5 miliardi di dollari, secondo il Bloomberg Billionaires Index. A seguire, troviamo Michael Dell, amministratore delegato di Dell Technologies, che ha venduto 16,2 milioni di azioni per un valore di 2,2 miliardi di dollari.
È importante sottolineare che le vendite di azioni da parte dei dirigenti non avvengono in modo impulsivo. Solitamente, i detentori di azioni presentano richieste preliminari e le vendite vengono eseguite in base a piani commerciali concordati in anticipo. Un esempio lampante è quello di Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, che aveva presentato una richiesta per vendere 6 milioni di azioni Nvidia, il cui valore stimato era di circa 865 milioni di dollari. Man mano che procedeva con la vendita, il prezzo delle azioni ha continuato a salire, portando la capitalizzazione di mercato di Nvidia a superare i 4.000 miliardi di dollari a luglio, per poi raggiungere i 5.000 miliardi di dollari a ottobre, diventando la prima azienda a raggiungere questo traguardo. Grazie a questa performance, Huang ha incassato oltre 1 miliardo di dollari dalla vendita delle azioni.
L'entusiasmo generato dal settore dell'IA ha avuto un impatto positivo anche sulla situazione finanziaria di dirigenti meno noti, come Jayshree Ullal, amministratore delegato di Arista Networks, il cui patrimonio è cresciuto fino a raggiungere i 6 miliardi di dollari. Nel corso dell'anno passato, Ullal ha venduto 7,6 milioni di azioni per un valore di 976 milioni di dollari.
Anche Mark Zuckerberg, a capo di Meta, ha venduto azioni per un valore di 945 milioni di dollari tramite la sua fondazione, mentre Nikesh Arora, amministratore delegato di Palo Alto Networks, e Baiju Bhatt, co-fondatore di Robinhood, hanno incassato oltre 700 milioni di dollari ciascuno dalla vendita delle proprie azioni.
In tutti i casi menzionati, il fattore comune alla base della crescita dei loro patrimoni è stato il rally alimentato dall'IA, che ha sostenuto l'ascesa delle azioni delle società tecnologiche durante tutto l'anno, come evidenziato da Techcrunch. Questo fenomeno solleva interrogativi sulla sostenibilità di tale crescita e sulla necessità di monitorare attentamente l'evoluzione del mercato dell'IA per evitare il ripetersi di bolle speculative dannose per l'economia globale.

