Un team di ricercatori britannici ha compiuto un passo avanti rivoluzionario nel campo della biologia, creando la prima proteina artificiale dotata di un meccanismo quantistico integrato. Questa scoperta, frutto di una collaborazione interdisciplinare tra esperti di Intelligenza Artificiale, biologia e scienze quantistiche, apre nuove prospettive nel settore delle biotecnologie e della medicina.
Da tempo, i biologi sono a conoscenza dell'esistenza di meccanismi quantistici all'interno delle proteine naturali e degli organismi viventi. Esempi notevoli sono il fenomeno della fluorescenza e la capacità di uccelli e insetti di orientarsi sfruttando il campo biomagnetico terrestre. Tuttavia, la novità risiede nel fatto che, per la prima volta, gli scienziati sono riusciti a progettare e sintetizzare una proteina con proprietà quantistiche specifiche, sfruttando un processo di selezione evolutiva artificiale.
I ricercatori dell'Università di Oxford hanno manipolato il processo di mutazione di una proteina derivata dall'avena, con l'obiettivo di renderla sensibile alle microonde. Il risultato è stata la creazione di proteine fluorescenti magnetosensibili (MFP), capaci di interagire con campi magnetici e onde radio quando vengono eccitate con luce di una specifica lunghezza d'onda. Questo risultato apre la strada a una nuova classe di biotecnologie basate su effetti quantistici, ampliando i confini della biofisica e della chimica tradizionali.
Il meccanismo di funzionamento di questo complesso proteico quantistico è affascinante. Le MFP vengono eccitate da luce blu emessa da un LED, emettendo a loro volta luce fluorescente di colore verde. L'intensità di questa fluorescenza può essere modulata applicando campi magnetici o radiofrequenze di determinata potenza e frequenza. All'interno della proteina è presente un sistema elettronico in grado di supportare stati di spin quantistici o altri fenomeni quantistici, che vengono direttamente influenzati dalle microonde. In sostanza, la proteina integra un meccanismo quantistico che gli scienziati possono controllare a piacimento.
Una delle applicazioni più promettenti di queste proteine è l'imaging molecolare all'interno di organismi viventi. I ricercatori hanno già sviluppato un prototipo di dispositivo in grado di rilevare queste proteine nei tessuti, utilizzando principi simili a quelli della risonanza magnetica (MRI). Tuttavia, a differenza della MRI tradizionale, questa nuova tecnologia potrebbe potenzialmente tracciare specifiche molecole o l'espressione genica, aprendo nuove prospettive per la somministrazione mirata di farmaci e il monitoraggio di alterazioni genetiche, come quelle presenti nei tumori. Questa innovazione potrebbe rivoluzionare la diagnosi precoce e il trattamento personalizzato di numerose patologie, offrendo nuove speranze per il futuro della medicina.

