Nel maggio dello scorso anno, Pavel Durov aveva annunciato una partnership tra Telegram e xAI, la società di Elon Musk, con l'obiettivo di integrare il bot di intelligenza artificiale Grok nella piattaforma di messaggistica. Tuttavia, l'accordo non è mai stato finalizzato, e la testata "Codice Durov" ha svelato i motivi dietro questa decisione.
Inizialmente, Musk aveva chiarito che l'accordo non era ancora stato firmato. Durov aveva confermato, specificando che, sebbene ci fosse un'intesa di massima, le formalità dovevano ancora essere definite. Secondo i termini proposti, Telegram avrebbe dovuto ricevere da xAI un investimento di 300 milioni di dollari, tra liquidità e capitale azionario, oltre a una percentuale del 50% sui ricavi derivanti dagli abbonamenti a xAI venduti tramite Telegram.
Secondo "Codice Durov", Telegram aveva valutato anche collaborazioni con Perplexity e altre aziende specializzate in IA. Tuttavia, in tutte le trattative, le parti non sono riuscite a trovare un accordo su un punto cruciale: come garantire la totale riservatezza degli utenti di Telegram senza compromettere il funzionamento dell'IA o creare zone grigie.
Durante un intervento all'evento Blockchain Life 2025 a Dubai nell'ottobre scorso, Pavel Durov aveva sottolineato come molte soluzioni di IA, come i chatbot, si basino su prodotti forniti da aziende centralizzate. Queste aziende, avendo accesso ai dati degli utenti, potrebbero sfruttarli per i propri interessi, non solo per l'apprendimento, ma anche per profilazione e manipolazione.
Di conseguenza, Telegram ha deciso di abbandonare l'idea di una profonda integrazione con fornitori terzi di servizi di IA, ponendo la protezione dei dati degli utenti come priorità assoluta. Invece, l'azienda si è concentrata sullo sviluppo di un'IA decentralizzata: "Ci siamo resi conto che il mondo ha bisogno di un approccio decentralizzato all'IA. Un mondo in cui l'IA non appartiene a corporation o governi, ma alle persone. Quindi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo iniziato a lavorare su qualcosa di grande all'incrocio tra blockchain, IA e social network. E abbiamo deciso di creare una rete decentralizzata per le funzioni di IA", ha dichiarato Durov.
A novembre, Telegram ha lanciato Cocoon, una rete decentralizzata per l'elaborazione di richieste di IA, che consente di eseguire calcoli in modo confidenziale. Attualmente, Cocoon offre la possibilità di tradurre messaggi e di ottenere riassunti di post e pagine web. È fondamentale sottolineare che, utilizzando queste funzioni, i messaggi degli utenti rimangono inaccessibili a terzi. Questo approccio garantisce che la privacy degli utenti sia preservata, anche quando si utilizzano servizi di intelligenza artificiale avanzati. La decisione di Telegram rappresenta un segnale forte nel dibattito sulla privacy nell'era dell'IA, evidenziando la possibilità di sviluppare tecnologie che rispettino i diritti degli utenti senza compromettere l'innovazione.

