Alla vigilia della sfida tra la sua Bosnia e l'Italia, valida per le qualificazioni ai prossimi Mondiali, Edin Dzeko ha voluto placare le polemiche nate attorno all'esultanza di Federico Dimarco dopo la vittoria dell'Inter contro i bosniaci in amichevole. "Sinceramente, è stata una cosa normalissima", ha dichiarato Dzeko. "Ci siamo sentiti, mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che non voleva offendere nessuno. Io gli ho risposto che non c'erano problemi e che nessuno se l'era presa. Tutti abbiamo preferenze. Forse la mia era di non giocare contro l'Italia: non posso esultare perché ci gioco contro".
L'attaccante ha poi aggiunto una riflessione sull'importanza dei social media nel mondo del calcio moderno: "Oggi con i social bisogna stare molto attenti: anche le cose più normali come questa vengono ingigantite".
Dzeko ha poi espresso il suo parere sulla presunta riluttanza dell'Italia a giocare in Galles: "Non volevano giocare in Galles, non so perché. Noi siamo andati lì senza paura e abbiamo vinto. Non so perché loro dovrebbero avere paura di Bosnia o Galles. L'Italia è una nazionale incredibile, hanno vinto quattro Mondiali. Se hai paura di giocare in Galles qualcosa non funziona...".
Il bomber bosniaco ha poi spostato l'attenzione sulla pressione che grava sulle spalle degli azzurri: "Forse dobbiamo vederla anche noi in questo modo: dopo due Mondiali persi si giocano tanto e possono soffrire sotto l'aspetto mentale. Hanno paura. Ma sono sicuro che, soprattutto, dopo le parole di Dimarco e Vicario non ci sottovaluteranno".
Un altro fattore da non sottovalutare sarà l'ambiente che attenderà gli azzurri allo stadio di Zenica. A tal proposito, Dzeko ha dichiarato: "Certamente giocare in grandi stadi, con tanti tifosi, è un privilegio. Lo stadio di Zenica ricorda molto un piccolo stadio italiano, per questo penso che l'Italia non avrà problemi". Parlando del suo rapporto con il suo paese, ha aggiunto: "L'affetto del mio paese per me? Significa che ho dato qualcosa. Ho sempre detto che è un onore per me giocare per la nazionale e finché potrò dare il mio contributo e finché l'allenatore mi vorrà, sarò sempre qui".
Anche il tecnico della Bosnia, Sergej Barbarez, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista della partita: "Parcheggeremo l'autobus in ogni caso. Non ci interessa cosa pensa l'Italia".
Infine, Dzeko ha concluso parlando del suo rapporto con il calcio italiano, dove ha militato per nove anni: "Ho vissuto in Italia per 9 anni, è quasi una seconda casa per me, ho tanti amici: prima e dopo la partita ci sarà molto rispetto, ma nei 90 minuti sarà guerra. Con alcuni di loro ho anche giocato tra Inter, Roma e Fiorentina. Ci conosciamo bene. Rispetto al passato mancano... i Totti, i Del Piero. Anche oggi c'è qualità ma quelli di una volta era di un altro livello". Dzeko ha giocato in Italia dal 2011 al 2015 con la Roma, e dal 2021 al 2023 con l'Inter, diventando uno dei migliori marcatori stranieri nella storia della Serie A. La sua conoscenza del calcio italiano e dei suoi giocatori potrebbe rivelarsi un'arma preziosa per la Bosnia in vista della sfida contro gli azzurri. La partita si preannuncia quindi carica di tensione e significati, con entrambe le squadre determinate a conquistare un posto ai prossimi Mondiali.

