Una ventata di novità nel mondo della MotoGP con l'introduzione di una regola che mira ad aumentare la sicurezza dei piloti e dei commissari di pista. A partire dalla stagione 2026, infatti, non sarà più consentito spingere una moto per riavviarla a bordo pista dopo una caduta o un problema tecnico. Questa decisione, presa dalla FIM (Federazione Internazionale di Motociclismo), segna un cambiamento significativo nel modo in cui vengono gestiti gli incidenti durante le gare e le sessioni di prova.
La nuova norma, contenuta nell'articolo 1.21.4 del regolamento sportivo, stabilisce che qualsiasi moto che non funzioni più, sia in pista che nelle vie di fuga, dovrà essere immediatamente portata dai commissari dietro la prima linea di protezioni. In quest'area, i commissari potranno assistere il pilota sollevando o sostenendo la moto mentre vengono effettuate le riparazioni o le regolazioni necessarie. Sarà inoltre consentito ai commissari spingere la moto nella service road per permettere al pilota di riavviarla.
Il divieto di spingere la moto a bordo pista è motivato principalmente da ragioni di sicurezza. Come ha spiegato Paul Duparc, direttore sportivo della Commissione Corse in Circuito (CCR) della FIM, l'obiettivo principale è quello di ridurre al minimo l'esposizione dei commissari di pista al pericolo. In passato, infatti, si sono verificate situazioni in cui i commissari, nel tentativo di aiutare un pilota a ripartire, si sono trovati in posizioni vulnerabili, aumentando il rischio di incidenti.
Questa nuova regola metterà fine a scene che sono diventate quasi un marchio di fabbrica della MotoGP, con piloti che, dopo una caduta, cercavano in tutti i modi di ripartire con l'aiuto dei commissari. Un esempio emblematico è rappresentato da Marc Marquez, spesso protagonista di recuperi spettacolari dopo essere caduto. Ricordiamo, ad esempio, l'episodio del GP del Portogallo 2024, quando lo spagnolo era saltato sulla sua Ducati e si era rimesso in gara spinto da un commissario a bordo pista, in regime di bandiera gialla.
Proprio Marquez, insieme al suo compagno di squadra Pecco Bagnaia, ha accolto con favore questa nuova misura. "Sono d'accordo perché, in fin dei conti, è una misura di sicurezza", ha dichiarato Marquez durante la presentazione Ducati a Madonna di Campiglio. "Ho letto che si applica solo quando il motore si spegne, quindi se si subisce una piccola caduta e il motore non si spegne, si può rientrare in pista. A volte sarà difficile per i commissari, ma se le regole dicono che non si può tornare in pista se la moto si spegne, allora è chiaro. Sarà così per tutti".
Anche Bagnaia ha espresso il suo parere positivo: "Penso che sia un cambiamento positivo per la sicurezza. Non potremo più spingere la moto se si è spenta, solo se è ancora in moto. Quindi sarà importante cercare di fare in modo che la moto continui a girare". La nuova regola, pur potendo inizialmente creare qualche difficoltà, rappresenta un passo importante verso una maggiore sicurezza nel mondo della MotoGP. Sarà interessante vedere come i piloti e i team si adatteranno a questo cambiamento e come influenzerà le dinamiche delle gare.

