Apple vs. Masimo: il braccio di ferro sull'ossigeno nel sangue continua

Un tribunale americano respinge il ricorso di Masimo, ma la battaglia legale sugli Apple Watch non è ancora finita

Apple vs. Masimo: il braccio di ferro sull'ossigeno nel sangue continua

La lunga e complessa disputa tra Apple e Masimo, incentrata sulla tecnologia di misurazione non invasiva dell'ossigeno nel sangue integrata negli smartwatch, ha visto un nuovo capitolo con una decisione favorevole, almeno temporaneamente, ad Apple. Nell'agosto di quest'anno, Apple aveva trovato una soluzione ingegnosa per aggirare il divieto di importazione negli Stati Uniti degli Apple Watch dotati della contestata funzione, divieto imposto in seguito a una precedente sentenza a favore di Masimo. La soluzione, apparentemente semplice ma efficace, consisteva nel non visualizzare più i dati relativi alla saturazione di ossigeno direttamente sul display dell'Apple Watch, bensì sull'iPhone associato. Questo stratagemma ha permesso ad Apple di continuare a commercializzare i suoi smartwatch di punta senza violare formalmente il divieto imposto dall'ITC (International Trade Commission).

In risposta a questa mossa, considerata da molti un abile aggiramento, Masimo ha intentato una nuova causa, contestando la validità di questa soluzione alternativa. L'azienda produttrice di dispositivi medici sosteneva che anche la visualizzazione indiretta dei dati sull'iPhone violasse i propri brevetti. Tuttavia, un tribunale americano ha recentemente respinto il nuovo ricorso di Masimo. La giudice Ana Reyes ha stabilito che Apple ha il diritto di importare negli Stati Uniti gli Apple Watch Series 9 e Ultra 2, a condizione che la funzione di misurazione dell'ossigeno nel sangue visualizzi i risultati sull'iPhone collegato e non direttamente sull'orologio. Questa decisione rappresenta una vittoria significativa per Apple, che può quindi continuare a vendere i suoi modelli di punta senza dover rinunciare a una funzionalità chiave.

La controversia tra le due aziende nasce da una disputa di fondo sulla paternità della tecnologia di misurazione non invasiva dell'ossigeno nel sangue. Sia Masimo che Apple hanno sviluppato sistemi simili, e la Commissione per il Commercio Internazionale degli Stati Uniti (ITC) si era inizialmente schierata a favore di Masimo, vietando l'importazione di Apple Watch con tale funzionalità. Apple aveva inizialmente bloccato la funzione su tutti gli orologi importati negli USA, per poi trovare l'escamotage della visualizzazione sull'iPhone, una mossa che ha suscitato reazioni contrastanti nel settore.

Nonostante la recente vittoria legale, è importante sottolineare che la battaglia non è ancora finita. L'ITC ha infatti riaperto un'indagine sulla questione, il che significa che la situazione potrebbe evolvere ulteriormente e che nuovi colpi di scena potrebbero verificarsi. La decisione del tribunale rappresenta comunque una boccata d'ossigeno per Apple, che può continuare a vendere i suoi smartwatch di punta senza dover rinunciare a una funzionalità importante come la misurazione dell'ossigeno nel sangue, particolarmente apprezzata dagli utenti attenti alla propria salute e al monitoraggio delle proprie attività fisiche.

Tuttavia, la vicenda evidenzia la complessità delle dispute sui brevetti tecnologici e la difficoltà di proteggere le proprie innovazioni in un mercato globale altamente competitivo. La partita tra Apple e Masimo è destinata a continuare, con possibili sviluppi futuri che potrebbero ridefinire i confini della proprietà intellettuale nel settore dei dispositivi indossabili e, più in generale, nel mondo della tecnologia. Le implicazioni di questa battaglia legale vanno ben oltre gli interessi delle due aziende coinvolte, toccando temi cruciali come l'innovazione, la concorrenza e la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.

Resta da vedere se Masimo presenterà un nuovo appello o se cercherà altre vie legali per far valere i propri diritti e proteggere la propria tecnologia. Nel frattempo, Apple potrà continuare a beneficiare della sua interpretazione delle regole, offrendo ai consumatori americani una funzionalità apprezzata, seppur con una limitazione nella visualizzazione dei dati. Questa vicenda sottolinea come le aziende tecnologiche siano costantemente alla ricerca di soluzioni innovative per superare gli ostacoli legali e mantenere la propria posizione di mercato, anche a costo di compromessi e soluzioni creative. La capacità di adattamento e di trovare soluzioni alternative è diventata una competenza fondamentale per le aziende che operano in un contesto in rapida evoluzione e sempre più complesso dal punto di vista legale e regolamentare.

Pubblicato Lunedì, 29 Dicembre 2025 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Lunedì, 29 Dicembre 2025

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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