Secondo un rapporto di SpaceX del 2025, l'azienda prevede di incrementare significativamente la capacità produttiva del suo stabilimento di Bastrop, in Texas, dedicato all'assemblaggio dei terminali Starlink nel corso del 2026. Questa decisione è strettamente legata alla crescente domanda globale di internet ad alta velocità e bassa latenza. Si stima che entro la fine del 2025, il numero di utenti Starlink a livello mondiale abbia superato i 9 milioni, quasi raddoppiando in un solo anno.
Inizialmente, lo stabilimento texano produceva circa 15.000 antenne Starlink al giorno, equivalenti a circa 105.000 unità settimanali. Tuttavia, con un'espansione delle aree di circa 93.000 metri quadrati, l'azienda ha preparato il terreno per un notevole aumento dei volumi di produzione. L'obiettivo è quello di soddisfare una domanda in continua crescita, alimentata dalla necessità di connettività affidabile e performante in diverse aree geografiche, comprese quelle rurali o scarsamente servite dalle infrastrutture tradizionali.
"Nel 2026, l'azienda prevede di raddoppiare la produzione di kit Starlink nello stabilimento di Bastrop, al fine di soddisfare la crescente domanda di internet ad alta velocità con bassa latenza", si legge nel comunicato. "Questo aumento consentirà un'ulteriore espansione della nostra integrazione verticale nel campo dello stampaggio a iniezione, della produzione di circuiti stampati e dell'assemblaggio di componenti, in linea con la nostra strategia di diversificazione della catena di approvvigionamento e di fornitura di prodotti progettati da SpaceX e realizzati negli Stati Uniti". Questa strategia di verticalizzazione e di produzione interna mira a garantire maggiore controllo sulla qualità e sui costi, oltre a ridurre la dipendenza da fornitori esterni.
Entro la fine dell'anno, tutti e tre i siti produttivi di SpaceX negli Stati Uniti – Bastrop, Redmond (Washington) e Hawthorne (California) – raggiungeranno una produzione settimanale di 170.000 kit Starlink. L'aumento dei volumi di produzione potrebbe portare a una riduzione dei costi unitari, sebbene al momento non ci siano dichiarazioni ufficiali in merito. Ad esempio, dallo scorso anno, l'azienda ha avviato una fase di sperimentazione per la vendita di terminali Starlink attraverso distributori automatici a un prezzo inferiore a 90 dollari. La vendita tramite canali tradizionali, come gli uffici, prevede invece un prezzo superiore ai 200 dollari per i terminali con antenna.
L'aumento dei volumi di produzione dei terminali Starlink potrebbe rendersi necessario a seguito dell'implementazione del servizio di internet satellitare in India, un accordo che sembra ormai prossimo alla conclusione. Inoltre, i terminali Starlink hanno già svolto un ruolo significativo nei teatri di conflitto in Europa e potrebbero essere utilizzati con lo stesso scopo nella regione del Pacifico, dove le tensioni rimangono elevate. In sintesi, il consumo di terminali Starlink potrebbe aumentare drasticamente nel 2026, un obiettivo che l'azienda sembra voler raggiungere a tutti i costi.
L'espansione della produzione di Starlink non solo risponde a una domanda crescente, ma si inserisce in un contesto geopolitico complesso, dove l'accesso a internet veloce e affidabile è diventato uno strumento strategico. La capacità di SpaceX di aumentare la produzione e ridurre i costi potrebbe avere un impatto significativo sulla diffusione di internet a livello globale, soprattutto nelle aree più remote e difficili da raggiungere.

