WhatsApp si prepara a una svolta epocale nel modo in cui gestiamo le nostre conversazioni online. L'introduzione dei username, attualmente in fase di test nella versione beta per iOS, promette di rivoluzionare l'identificazione degli account, ponendo un freno alla centralità del numero di telefono come identificativo primario.
Questa novità, emersa dalle analisi approfondite di WABetaInfo, rappresenta un passo significativo verso una maggiore tutela della privacy degli utenti. Già nella beta 25.34.10.70 per iOS, era stato individuato un sistema che permetteva di visualizzare il nome utente associato a un account durante una ricerca da numero sconosciuto. In questo modo, anche in assenza di foto profilo o altre informazioni, lo username forniva un riferimento immediato e riconoscibile. Allo stesso tempo, la ricerca tramite username manteneva celato il numero di telefono, offrendo un contesto più chiaro prima di avviare una conversazione.
Con l'ultima beta 26.1.10.70, distribuita tramite TestFlight, WhatsApp compie un ulteriore passo avanti. La nuova funzione consente di avviare e gestire le chat utilizzando un username al posto del numero di telefono. In queste conversazioni, il numero resta invisibile a entrambi i partecipanti, a meno che non si siano reciprocamente salvati in rubrica.
All'interno della chat, lo username diventa l'identificativo principale per i contatti non presenti in rubrica, comparendo sia nella parte superiore della schermata che nelle informazioni della conversazione, sotto la foto del profilo. Se il contatto è salvato, il numero di telefono rimane visibile, ma in una posizione secondaria.
Dal punto di vista pratico, le chat avviate tramite username non differiscono dalle conversazioni tradizionali. Tutte le funzionalità restano invariate, dall'invio di messaggi alle chiamate vocali e video, fino alla condivisione di contenuti multimediali e note vocali. La crittografia end-to-end, elemento fondamentale per la sicurezza delle comunicazioni su WhatsApp, rimane attiva e non subisce alcuna modifica.
Per supportare questa transizione, WhatsApp ha introdotto un nuovo sistema interno di associazione tra chat e account. Le conversazioni non sono più legate al numero di telefono come identificativo visibile, ma a un riferimento interno combinato con lo username. Un sistema simile è già in uso su WhatsApp per Android e WhatsApp Web, a testimonianza di una strategia volta ad uniformare l'esperienza utente su tutte le piattaforme.
Lo sviluppo dei username su iOS ha richiesto modifiche sostanziali all'architettura interna dell'app. Secondo le informazioni condivise con i partner commerciali, l'utilizzo degli username sarà facoltativo e disponibile sia per gli account personali che per quelli business. L'implementazione avverrà gradualmente, coinvolgendo anche le aziende nel corso dell'anno. Questa novità rappresenta un passo importante per WhatsApp, che si conferma sempre più attenta alle esigenze di privacy e sicurezza dei suoi utenti.
L'introduzione degli username su WhatsApp non è solo un cambiamento estetico, ma una vera e propria rivoluzione nel modo in cui concepiamo le nostre interazioni digitali. In un mondo sempre più connesso, dove la privacy è un bene prezioso, WhatsApp si fa portavoce di un'innovazione che mette al centro l'utente e la sua identità digitale. Resta da vedere come questa novità verrà accolta dal pubblico e quali saranno i suoi effetti a lungo termine sul panorama della comunicazione online. Quel che è certo è che WhatsApp ha aperto una nuova strada, e altre piattaforme potrebbero presto seguire l'esempio.
In conclusione, l'introduzione degli username su WhatsApp rappresenta un'evoluzione significativa per la piattaforma di messaggistica più utilizzata al mondo. Offrendo un'alternativa al numero di telefono come identificativo principale, WhatsApp si impegna a proteggere la privacy dei suoi utenti e a garantire un'esperienza di comunicazione più sicura e controllata. Restiamo in attesa di ulteriori sviluppi e dell'implementazione definitiva di questa funzionalità su tutte le piattaforme.

