Dalle vette dell'oro a Manila al letto di una sala operatoria, Gianluca Galassi, pilastro della Nazionale italiana e del Piacenza Volley, ha dimostrato una tempra e una forza d'animo che vanno ben oltre le sue prodezze sottorete. In una confessione a cuore aperto, Galassi racconta i giorni tumultuosi che hanno fatto seguito alla diagnosi di un tumore al testicolo e al conseguente intervento chirurgico d'urgenza, un evento che ha squarciato la serenità come un fulmine a ciel sereno, proprio mentre riaffioravano le memorie esaltanti del Mondiale.
"Ancora oggi sogno il calore, l'afa di Manila... Non ho la minima idea se il male fosse già dentro di me in quel preciso istante. Ma il solo pensiero di Manila mi infonde una sensazione di benessere," rivela il campione azzurro in un'intervista rilasciata a La Repubblica. Attualmente, Galassi è in attesa dei risultati degli esami istologici, cruciali per delineare il percorso terapeutico più adeguato.
Tutto ha avuto inizio con un segnale che Galassi ha avuto la prontezza di non ignorare: "Circa un mese fa, ho iniziato ad avvertire un fastidio del tutto nuovo, una sorta di sensazione di pesantezza". A seguito di una visita medica, gli sono stati comunicati dei numeri che hanno delineato la cruda realtà: "Il primo numero che mi è stato presentato era un confortante 99,9%, indicante il tasso di guarigione. Il secondo, invece, era meno incoraggiante: si parlava di un 90% di probabilità che si trattasse di qualcosa di serio. Purtroppo, il 90% ha avuto la meglio".
Nonostante la gravità della diagnosi, Galassi ha scelto di non abbandonare il campo da gioco, arrivando persino a essere nominato MVP nella partita contro Cuneo il 3 gennaio: "Ero già consapevole della situazione da un mese... Ma giocare mi è stato di grande aiuto. Quando varco la soglia della palestra, la mia mente si focalizza esclusivamente su ciò che devo fare in campo". Un fardello che ha tenuto celato anche agli amici più intimi: "Ho preferito non rivelare nulla a molte persone... Penso al silenzio con Anzani, con Giannelli, che poi mi ha supplicato: 'So che sei sommerso da messaggi, ma ti prego, fammi sapere'".
Dalla tranquillità della sua casa, circondato dall'affetto della compagna Laura, del figlio Leonardo ("Lui è la luce che illumina le nostre vite") e distratto da giochi che lo aiutano a svagarsi, Galassi lancia un appello accorato ai giovani sull'importanza cruciale della prevenzione, forte anche del sostegno ricevuto da Achille Polonara, che ha vissuto un'esperienza analoga: "Questo tipo di tumore è subdolo: ho avvertito un fastidio per tre giorni, poi per due settimane non ho sentito più nulla. Ai giovani dico: imparate ad ascoltare il vostro corpo. Un controllo in più può fare la differenza, non date mai per scontata la salute".
La storia di Gianluca Galassi è un monito potente sull'importanza della prevenzione e sulla forza dello spirito umano. La sua testimonianza, condivisa con generosità, può fare la differenza nella vita di molti, spingendoli a prendersi cura della propria salute e a non sottovalutare alcun segnale. Il suo coraggio, sia in campo che nella vita, è un esempio per tutti noi.
La vicenda di Galassi richiama l'attenzione sull'importanza della diagnosi precoce e della prevenzione nel contrastare il cancro maschile. Campagne di sensibilizzazione, screening periodici e una maggiore consapevolezza del proprio corpo possono contribuire a salvare vite. Il suo appello è un invito a non abbassare la guardia e a prendersi cura della propria salute con responsabilità e consapevolezza.

