Alla vigilia della cruciale finale playoff contro l'Italia, che assegnerà un posto ai Mondiali 2026, il commissario tecnico della Bosnia, Sergey Barbarez, ha rilasciato dichiarazioni che oscillano tra tattica e motivazione pura. In conferenza stampa, Barbarez ha esordito con una battuta: "Se segniamo l'uno a zero per noi, parcheggiamo l'autobus da una parte (in difesa, ndr). Se invece prenderemo gol, lo parcheggeremo dall'altra parte (in area azzurra, ndr)." Un modo per stemperare la tensione, ma anche per sottolineare la determinazione della sua squadra.
Barbarez ha poi espresso la sua soddisfazione per il percorso compiuto finora: "Siamo felici di essere arrivati sin qui, sento e vedo l'amore che nasce da questi giocatori". Ha inoltre rassicurato sulle condizioni fisiche della squadra dopo la semifinale contro il Galles: "Tutti hanno recuperato tranne... me, che ho perso la voce. La gara è stata impegnativa ma abbiamo avuto tempo per riprenderci, speriamo di reggere sino alla fine. Tutti mi danno grande disponibilità, anche contro il Galles c'erano giocatori con crampi che però non volevano uscire dal campo".
Sul piano tattico, Barbarez sembra intenzionato a non stravolgere gli equilibri: "Da un anno e mezzo giochiamo in questo modo e non credo sia il momento di fare esperimenti". Ha poi sottolineato l'importanza di diversi fattori per avere successo: "Servirà avere coraggio, curare i dettagli, avere un po' di fortuna e segnare".
Non sono mancate le domande dei giornalisti locali, che hanno cercato di alimentare la rivalità ricordando le critiche al gioco della Bosnia, definito lento in Italia. Barbarez ha però glissato: "Quello che conta siamo noi, chi ha detto cosa è meno importante. Non importa cosa pensano gli altri o quello che ha detto l'avversario".
Infine, una battuta sulle parole di Totti ("O l'Italia vince o muore", ndr): "Ci saranno tante emozioni per loro, è una partita molto importante ma lo è anche per noi. Forse è un po' più importante per noi, perché non si tratta solo di calcio, ma anche dello stato del Paese. Potremmo essere un po' più emotivi, ma giocare in una grande competizione è sempre sempre un grande traguardo".
La partita si preannuncia quindi carica di significati, non solo sportivi. La Bosnia, guidata da un Barbarez combattivo e determinato, è pronta a dare battaglia per realizzare un sogno che va oltre il semplice accesso ai Mondiali. L'Italia è avvisata: servirà una prestazione di alto livello per superare l'ostacolo bosniaco.
Il match contro l'Italia si inserisce in un contesto di rinnovato entusiasmo per il calcio bosniaco, con una nazionale che, pur tra difficoltà e cambiamenti, cerca di ritrovare una sua identità e di regalare nuove gioie ai propri tifosi. La figura di Sergey Barbarez, da calciatore simbolo a guida tecnica, rappresenta un elemento di continuità e di speranza per il futuro del calcio in Bosnia. La sua capacità di motivare il gruppo e di trasmettere un forte senso di appartenenza potrebbe essere l'arma in più per affrontare una sfida tanto importante come quella contro gli azzurri.

