Le rivelazioni del management di TSMC riguardo ai piani di costruzione di impianti in Arizona giungono in un momento cruciale. Le autorità di Taiwan e degli Stati Uniti hanno siglato un accordo nel settore del commercio internazionale che impegna Taiwan a investire almeno 250 miliardi di dollari nello sviluppo della produzione locale di specifici prodotti negli USA. Questo accordo bilaterale segna un punto di svolta nelle relazioni economiche tra le due nazioni, con implicazioni significative per il settore tecnologico globale.
In cambio, gli Stati Uniti non solo hanno promesso di ridurre le tariffe doganali sulle merci taiwanesi dal 20 al 15%, ma si sono anche impegnati a investire in settori strategici dell'economia taiwanese. Tra questi spiccano la produzione di semiconduttori, l'intelligenza artificiale, le tecnologie per la difesa e la sicurezza, le comunicazioni di nuova generazione e le biotecnologie. Questo pacchetto di incentivi mira a rafforzare la cooperazione tecnologica e a promuovere la crescita economica reciproca. Taiwan, inoltre, si è impegnata a non imporre dazi doganali sui prodotti farmaceutici, sui componenti per l'aeronautica e su alcune risorse naturali importate dagli Stati Uniti, facilitando ulteriormente gli scambi commerciali.
L'investimento complessivo di 250 miliardi di dollari include i fondi che le aziende taiwanesi avevano già promesso di investire negli Stati Uniti. Nel caso di TSMC, ciò significa che almeno 165 miliardi di dollari saranno destinati a questo scopo. Il Segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha confermato a CNBC che TSMC ha acquistato un nuovo terreno in Arizona, adiacente al sito esistente, per espandere ulteriormente il proprio polo produttivo locale. L'obiettivo dichiarato delle autorità statunitensi è quello di concentrare sul territorio nazionale fino al 40% della capacità produttiva dei fornitori di chip taiwanesi, un obiettivo ambizioso che mira a ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti esteri e a rafforzare la sicurezza economica nazionale.
I produttori di chip taiwanesi che non desiderano avviare la produzione negli Stati Uniti potrebbero trovarsi di fronte all'imposizione di dazi all'importazione del 100%, come ha avvertito il Segretario Lutnick. Questa misura drastica mira a incentivare le aziende a trasferire la produzione negli USA, garantendo così una maggiore resilienza della catena di approvvigionamento e creando posti di lavoro sul suolo americano.
Durante la fase di costruzione, saranno in vigore speciali agevolazioni. In primo luogo, i componenti e le attrezzature necessari per la costruzione degli impianti negli Stati Uniti saranno esenti da dazi doganali. In secondo luogo, durante la costruzione degli impianti, le aziende taiwanesi potranno importare nel paese, senza dazi, fino a 2,5 volte la quantità di prodotti che saranno in grado di produrre localmente dopo l'entrata in funzione degli impianti. Tuttavia, una volta avviate le attività produttive locali, il rapporto di importazione in franchigia sarà ridotto a 1,5 volte. Tutti i volumi di importazione superiori a tale limite saranno soggetti a un dazio del 15%.
Con questa tariffa, le aziende taiwanesi potranno importare negli Stati Uniti componenti automobilistici e prodotti dell'industria della lavorazione del legno. Le autorità statunitensi si impegnano inoltre a fornire ai produttori taiwanesi che desiderano sviluppare la produzione locale fino a 250 miliardi di dollari di garanzie di credito. Anche i progetti nei settori dell'energia e dell'intelligenza artificiale potranno beneficiare di questi finanziamenti. Nel 2024, Taiwan si è classificata come il settimo partner commerciale degli Stati Uniti per importanza, il che sottolinea la rilevanza degli accordi raggiunti per entrambe le parti. TSMC, in particolare, ha generato il 75% del suo fatturato in Nord America lo scorso anno, e poiché tale importo ha superato i 90 miliardi di dollari, questa azienda taiwanese non può ignorare gli interessi dei clienti locali.
L'accordo tra Taiwan e gli Stati Uniti rappresenta un passo significativo verso una maggiore integrazione economica e tecnologica. Gli investimenti di TSMC in Arizona non solo creeranno posti di lavoro e stimoleranno la crescita economica, ma contribuiranno anche a rafforzare la posizione degli Stati Uniti come leader nel settore dei semiconduttori. Questo accordo potrebbe servire da modello per future collaborazioni tra le due nazioni, aprendo nuove opportunità di cooperazione in settori strategici come l'energia rinnovabile, l'intelligenza artificiale e la sicurezza informatica. Resta da vedere come questo accordo influenzerà il panorama globale dei semiconduttori e come altre nazioni risponderanno a questa mossa strategica.

