TSMC, il gigante taiwanese della produzione di semiconduttori, prevede di avviare la produzione di chip a 4 nm nel suo stabilimento in Arizona a partire dalla fine del 2024. Tuttavia, l'azienda ha già compiuto progressi significativi a Taiwan, padroneggiando la produzione di chip più avanzati a 2 nm.
In un'intervista a Bloomberg, il direttore finanziario di TSMC, Wendell Huang, ha dichiarato che l'azienda è determinata a ridurre questo divario tecnologico, sebbene permanga un ritardo di circa un anno. Huang ha sottolineato che TSMC si impegnerà per accelerare il trasferimento di tecnologie all'avanguardia nei suoi stabilimenti esteri. Tuttavia, per ragioni pratiche, l'implementazione iniziale avverrà a Taiwan. Una volta raggiunta una qualità stabile nella produzione con una nuova tecnologia, sarà possibile trasferirla agli impianti di TSMC all'estero.
Gli investimenti record di TSMC, previsti tra i 52 e i 56 miliardi di dollari quest'anno, saranno destinati principalmente ad aumentare la produzione per il settore dell'intelligenza artificiale (AI), dove la domanda continua a superare l'offerta. In precedenza, quando si discuteva del trasferimento simultaneo di nuove tecnologie da Taiwan agli Stati Uniti, funzionari taiwanesi avevano spiegato che le leggi locali impediscono tale trasferimento per motivi di controllo delle esportazioni di tecnologie critiche.
Secondo il direttore finanziario di TSMC, anche con la massima accelerazione possibile, ci vorrà almeno un anno per avviare la produzione di massa con un nuovo processo tecnologico al di fuori di Taiwan. Questa limitazione è di natura puramente tecnica e sarà estremamente difficile da superare. Il mercato americano è di fondamentale importanza per TSMC, poiché i clienti locali generano il 75% del fatturato totale dell'azienda, che continua a crescere dinamicamente.
In Arizona, TSMC ha già completato la struttura del suo secondo stabilimento, che inizierà la produzione di massa nella seconda metà del 2027, in anticipo di diversi trimestri rispetto al programma originale. Non è escluso che gli investimenti di TSMC nella localizzazione della produzione negli Stati Uniti aumentino, anche se i rappresentanti dell'azienda non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in merito. Allo stesso tempo, Huang ha affermato che TSMC non ha discusso la possibilità di investire nel capitale di Intel. Come noto, il governo degli Stati Uniti, insieme a Nvidia e SoftBank, hanno investito quasi 16 miliardi di dollari nel capitale di Intel per sostenere il produttore nazionale di chip.
L'espansione di TSMC negli Stati Uniti rappresenta un passo cruciale per diversificare la catena di approvvigionamento globale dei semiconduttori e ridurre la dipendenza da Taiwan, soprattutto in un contesto geopolitico sempre più complesso. Tuttavia, le sfide tecniche e normative, come evidenziato da Huang, impongono un approccio graduale e cauto. Il ritardo di un anno nell'adozione delle tecnologie più avanzate negli USA sottolinea la complessità di trasferire competenze e infrastrutture altamente specializzate. Resta da vedere se TSMC riuscirà ad accelerare ulteriormente questo processo e a colmare il divario tecnologico nel prossimo futuro.

