Alla fine dello scorso anno, alcuni distributori di smartphone a Taiwan avevano diffuso voci riguardo la possibile chiusura della divisione smartphone di Asus dopo il 31 dicembre 2025. In risposta a queste indiscrezioni, Asus ha rilasciato una dichiarazione ufficiale in cui precisa che la divisione smartphone continuerà ad operare, sebbene non siano previsti nuovi modelli nel 2026.
Asus ha assicurato che la divisione mobile continuerà a fornire assistenza tecnica, aggiornamenti software e supporto in garanzia per tutti i prodotti esistenti. Questa mossa mira a rassicurare i consumatori e a mantenere la fiducia nel marchio, in un momento di incertezza sul futuro della divisione.
Asus ha fatto il suo ingresso nel mercato dei dispositivi mobili all'inizio degli anni 2000. I suoi smartphone hanno riscosso una certa popolarità nel Sud-est asiatico, grazie anche a prezzi competitivi. Tuttavia, l'intensificarsi della concorrenza da parte dei produttori cinesi ha gradualmente eroso la posizione dell'azienda taiwanese. La competizione spietata nel settore smartphone, dominato da colossi come Samsung, Apple e i brand cinesi, ha reso difficile per Asus mantenere una quota di mercato significativa e profittevole.
Verso la fine del 2018, Asus aveva già intrapreso una ristrutturazione strategica della divisione mobile, registrando una svalutazione una tantum di oltre 62 miliardi di dollari taiwanesi legati alla produzione di telefoni cellulari. Questa operazione aveva fatto precipitare l'utile annuale dell'azienda al livello più basso dal 2009. In seguito, Asus ha ridotto la sua gamma di prodotti, concentrandosi sui modelli premium delle serie ZenFone e ROG Phone (dedicata al gaming). La strategia di focalizzarsi su nicchie di mercato specifiche, come quella dei gamer, ha permesso ad Asus di differenziarsi e di mantenere una presenza nel settore, seppur ridotta.
DigiTimes sottolinea come la decisione di Asus rifletta le difficoltà che i marchi specializzati in PC incontrano in un mercato globale degli smartphone sempre più saturo. I produttori taiwanesi di PC, tra cui Asus e Acer, sono entrati nel mercato degli smartphone durante la sua rapida espansione, ma hanno faticato a garantire una redditività sostenibile per le loro divisioni mobili, a causa della crescente concorrenza con i grandi player del settore. La difficoltà di competere con i budget di marketing e le economie di scala dei colossi cinesi e coreani ha rappresentato una sfida insormontabile per molti produttori di PC.
Acer, ad esempio, aveva abbandonato il mercato degli smartphone nel 2016, per poi farvi ritorno nel 2024 grazie a un accordo di licenza del marchio con Indkal Technologies. Questa partnership è limitata al mercato indiano ed è focalizzata sulla produzione di dispositivi mobili di fascia entry-level e media. Il caso di Acer dimostra come, in alcuni casi, la strada per il successo nel mercato smartphone possa passare attraverso collaborazioni strategiche e un focus su mercati specifici.
La possibile uscita di scena di Asus dal mercato degli smartphone rappresenterebbe un ulteriore segnale di consolidamento del settore, con un numero sempre minore di player in grado di competere a livello globale. Resta da vedere se l'azienda taiwanese riuscirà a trovare una strategia per invertire la rotta e a ritagliarsi uno spazio nel mercato mobile del futuro, magari attraverso l'innovazione tecnologica o la focalizzazione su nicchie di mercato ancora inesplorate. La decisione finale di Asus avrà un impatto significativo sul futuro della sua divisione mobile e sull'intero panorama del mercato smartphone.

