Calore al contrario: scoperta sorprendente sfida le leggi della termodinamica

Ricercatori svizzeri teorizzano un flusso termico inverso in cristalli ultra-puri, aprendo nuove frontiere per il raffreddamento dei dispositivi elettronici

Calore al contrario: scoperta sorprendente sfida le leggi della termodinamica

Una scoperta sorprendente proveniente dalla Scuola Politecnica Federale di Losanna (EPFL) sta mettendo in discussione le nostre consolidate certezze sulla termodinamica. Un team di ricercatori ha teoricamente dimostrato che, in cristalli altamente ordinati e di elevata purezza, il calore può esibire un comportamento simile a quello di un fluido, anziché dissiparsi semplicemente da una zona calda a una fredda. Questo significa che, in determinate condizioni, il calore può fluire in modo direzionale, formando vortici e persino invertendo la sua direzione naturale.

L'analogia più immediata per comprendere questo fenomeno è immaginare di stringere tra le mani una tazza di tè caldo e, invece di scaldarsi, iniziare ad avvertire freddo. Un'idea apparentemente paradossale, ma non per la meccanica quantistica. Già 60 anni fa, gli scienziati avevano ipotizzato che, nel regno della meccanica quantistica, il calore potesse manifestarsi come un fluido, un concetto noto come idrodinamica fononica. I fononi sono quasi-particelle che trasportano il calore, quanti di energia derivanti dal movimento oscillatorio coordinato degli atomi in un solido cristallino ideale.

Secondo il secondo principio della termodinamica, le vibrazioni si propagano dagli atomi più caldi (con maggiore energia) a quelli più freddi. Tuttavia, i ricercatori hanno dimostrato che, in circostanze specifiche, i fononi possono organizzarsi in un flusso direzionale con vortici e persino un flusso inverso di calore. Ciò implica che il calore può effettivamente spostarsi da regioni più fredde a regioni più calde, generando un gradiente di temperatura negativo e una resistenza termica negativa. È importante sottolineare che questo comportamento non viola il secondo principio della termodinamica, poiché l'entropia complessiva del sistema continua ad aumentare.

La chiave per comprendere questo fenomeno risiede nel fatto che, nei cristalli puri, le collisioni tra fononi conservano la quantità di moto, consentendo al calore di fluire collettivamente, come un fluido incomprimibile. I ricercatori hanno analizzato l'equazione idrodinamica, scomponendola negli elementi chiave che governano il flusso. Hanno scoperto che il flusso inverso è massimizzato in un regime quasi incomprimibile: il flusso non si arrende alla resistenza, ma viene reindirizzato all'indietro, creando vortici. La validità di questo modello teorico è stata confermata da simulazioni numeriche su una striscia bidimensionale di grafite cristallina, che hanno fornito uno strumento analitico per quantificare e ottimizzare questo effetto.

Questa ricerca rappresenta la prima spiegazione analitica completa della fisica del flusso termico inverso. Precedentemente, effetti simili erano stati osservati solo in simulazioni numeriche. La nuova formulazione rivela come le strutture vorticose e la minima comprimibilità portino a una resistenza negativa, aprendo la strada alla progettazione mirata di materiali e dispositivi in cui il calore può essere attivamente "pompato" nella direzione desiderata.

Le implicazioni pratiche di questa scoperta sono enormi. La gestione efficiente del calore è fondamentale per l'elettronica moderna, dove il surriscaldamento limita le prestazioni di chip, batterie e componenti dei data center. Il flusso inverso idrodinamico potrebbe essere sfruttato per prevenire il surriscaldamento localizzato (ad esempio, dissipando il calore da una batteria di smartphone), riducendo le perdite di energia e migliorando l'efficienza dei sistemi. Il modello non è limitato ai fononi, ma può essere applicato anche ad altri portatori di energia, come elettroni ed eccitoni, rendendolo uno strumento universale per le future tecnologie di regolazione termica nella nanoelettronica e nell'energia. Questa scoperta potrebbe rivoluzionare il modo in cui gestiamo il calore nei dispositivi elettronici, aprendo la strada a sistemi più efficienti, affidabili e performanti. Le potenziali applicazioni spaziano dai dispositivi mobili ai sistemi di energia rinnovabile, con un impatto significativo sull'innovazione tecnologica e sulla sostenibilità ambientale. La ricerca continua per esplorare ulteriormente le potenzialità di questa nuova comprensione del flusso termico e per sviluppare applicazioni pratiche che possano sfruttare appieno i suoi vantaggi.

Pubblicato Domenica, 15 Febbraio 2026 a cura di Anna S. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 15 Febbraio 2026

Anna S.

Anna S.

Anna è una giornalista dinamica e carismatica, con una passione travolgente per il mondo dell'informatica e le innovazioni tecnologiche. Fin da giovane, ha sempre nutrito una curiosità insaziabile per come la tecnologia possa trasformare le vite delle persone. La sua carriera è caratterizzata da un costante impegno nell'esplorare le ultime novità in campo tecnologico e nel raccontare storie che ispirano e informano il pubblico.


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