I recenti incidenti marittimi, come il blocco del Canale di Suez da parte della Ever Given e la collisione della Dali contro il ponte di Baltimora, hanno evidenziato le lacune nelle moderne tecnologie di navigazione e la persistente rilevanza del fattore umano. Per affrontare questa sfida, negli Stati Uniti è stato sviluppato un assistente basato sull'Intelligenza Artificiale (IA) per i capitani.
I ricercatori della Texas A&M University hanno creato SMART-SEA, un "co-pilota" intelligente progettato per supportare i capitani nel processo decisionale e ridurre il rischio di collisioni, specialmente con oggetti fissi, sia artificiali che naturali. Questo sistema innovativo promette di migliorare significativamente la sicurezza marittima, un settore cruciale per il commercio globale e la protezione ambientale.
SMART-SEA si basa sull'apprendimento automatico e sull'elaborazione diretta dei dati radar grezzi, anziché affidarsi esclusivamente alle tradizionali fonti di navigazione come l'AIS (Automatic Identification System). Questo approccio consente al sistema di rilevare oggetti che potrebbero essere difficilmente visibili o del tutto assenti dai database, come piattaforme petrolifere, strutture offshore e relitti sommersi. Gli algoritmi di apprendimento automatico analizzano la forma, il riflesso e il comportamento degli oggetti rilevati dal radar, classificando le potenziali minacce in tempo reale. Questa capacità di identificare pericoli non mappati rappresenta un vantaggio significativo rispetto ai sistemi di navigazione convenzionali.
Una caratteristica distintiva di SMART-SEA è il suo approccio ibrido, che combina metodi di intelligenza artificiale con modelli fisici di manovrabilità della nave. Il sistema tiene conto di fattori come l'inerzia, lo spazio di frenata, il raggio di virata, nonché l'influenza del vento e delle correnti. Sulla base di questi dati, il sistema fornisce raccomandazioni per manovre sicure, in conformità con le normative internazionali per la prevenzione delle collisioni in mare (COLREGs). È importante sottolineare che SMART-SEA non controlla direttamente la nave, ma agisce come un "consigliere fidato", lasciando la decisione finale al capitano. Questo approccio preserva il ruolo cruciale dell'esperienza e del giudizio umano nel processo di navigazione.
Gli sviluppatori sottolineano che SMART-SEA non è un sistema di navigazione completamente autonomo, ma piuttosto uno strumento di supporto decisionale. Questo approccio riduce la probabilità di errori critici in situazioni complesse e stressanti, senza escludere l'elemento umano dal processo di controllo. In futuro, questa tecnologia potrebbe essere implementata su navi commerciali e di ricerca, e potrebbe anche diventare un elemento chiave delle piattaforme marittime autonome, contribuendo a migliorare la sicurezza complessiva della navigazione marittima a livello globale. L'adozione di sistemi come SMART-SEA potrebbe segnare un punto di svolta nella prevenzione di incidenti marittimi, proteggendo vite umane, l'ambiente e l'economia globale.

