Nel panorama in continua evoluzione delle applicazioni di messaggistica, WhatsApp si prepara a introdurre una novità destinata a rivoluzionare il modo in cui gli utenti interagiscono sulla piattaforma: gli username. Questa funzionalità, già ampiamente collaudata su Telegram, rappresenta un passo significativo verso una maggiore protezione della privacy e un controllo più granulare sulla propria identità digitale.
L'annuncio, datato 8 Gennaio 2026, ha generato un'ondata di entusiasmo tra gli utenti, desiderosi di poter gestire la propria presenza su WhatsApp senza dover necessariamente condividere il proprio numero di telefono, un dato sempre più considerato sensibile nell'era digitale. L'implementazione degli username, infatti, consentirà di avviare conversazioni, effettuare chiamate e videochiamate semplicemente utilizzando il "nomignolo" scelto dall'utente, mantenendo così riservato il proprio numero.
Ma cosa cambia concretamente con l'introduzione degli username? Innanzitutto, si riduce drasticamente il rischio di contatti indesiderati. Non sarà più necessario fornire il proprio numero di telefono a chiunque desideri contattarci su WhatsApp, limitando così la possibilità di essere aggiunti a gruppi spam o di ricevere messaggi non desiderati. In secondo luogo, si rafforza la sicurezza. La diffusione incontrollata dei numeri di telefono può esporre gli utenti a rischi di phishing, stalking e altre forme di abuso. L'utilizzo degli username contribuisce a limitare la circolazione di questo dato sensibile, rendendo più difficile per i malintenzionati risalire all'identità dell'utente.
Secondo le anticipazioni emerse dalle versioni beta dell'applicazione (WhatsApp beta per Android 2.26.1.32), la ricerca degli username sarà integrata sia nella scheda Chat che in quella Chiamate, semplificando ulteriormente il processo di connessione tra gli utenti. Inoltre, le conversazioni avviate tramite username godranno della stessa crittografia end-to-end che protegge le comunicazioni tradizionali su WhatsApp, garantendo la riservatezza dei contenuti scambiati.
Un aspetto particolarmente interessante riguarda la gestione degli identificativi. Invece di utilizzare i numeri di telefono come identificatori univoci, WhatsApp assocerà agli username dei codici alfanumerici casuali, rendendo ancora più difficile risalire all'identità dell'utente a partire dal suo "nomignolo". Questo sistema, come evidenziato dai colleghi di wabetainfo.com, garantirà che nelle conversazioni avviate tramite username, al posto del numero di telefono, venga visualizzato il "nomignolo" scelto dall'utente.
L'introduzione degli username su WhatsApp rappresenta un'evoluzione significativa nel modo in cui concepiamo la privacy e la sicurezza online. In un'epoca in cui i dati personali sono diventati una risorsa preziosa, ma anche un potenziale rischio, questa novità offre agli utenti un maggiore controllo sulla propria identità digitale e una maggiore protezione dalle minacce esterne.
Resta da vedere come WhatsApp implementerà concretamente questa funzionalità e quali saranno le reazioni degli utenti. Tuttavia, è lecito attendersi che gli username diventeranno presto una parte integrante dell'esperienza di WhatsApp, contribuendo a rendere la piattaforma ancora più sicura, privata e user-friendly.

