Terremoto nell'AIA: Gianluca Rocchi Indagato per frode sportiva dopo lo scandalo dei voti truccati

Un esposto shock dell'ex assistente Domenico Rocca svela presunte manipolazioni sistematiche nelle graduatorie arbitrali e interferenze dirette dal VAR di Lissone

Terremoto nell'AIA: Gianluca Rocchi Indagato per frode sportiva dopo lo scandalo dei voti truccati

Il panorama calcistico italiano è stato travolto da una notizia sconvolgente che rischia di minare alla base la credibilità delle istituzioni arbitrali: Gianluca Rocchi, attuale designatore e figura di spicco della Commissione Arbitrale Nazionale (CAN), risulta ufficialmente indagato per l'ipotesi di reato di concorso in frode sportiva. La notizia, emersa con forza il 25 aprile 2026, ha scosso i vertici della FIGC e dell'AIA, aprendo uno squarcio inquietante su come verrebbero gestite le valutazioni, le carriere e le promozioni dei fischietti impegnati nei massimi campionati di Serie A e Serie B. Al centro dell'inchiesta non vi sono soltanto semplici errori di campo, ma un presunto sistema orchestrato per alterare la meritocrazia attraverso la manipolazione dei voti e delle graduatorie di merito, con il fine ultimo di favorire o punire determinati direttori di gara e assistenti.

L'origine di questo terremoto giudiziario risale a un dettagliatissimo esposto presentato da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale della sezione di Vibo Valentia, risalente al giugno 2025. Nella sua lunga e amara lettera di denuncia, Rocca descrive un ambiente caratterizzato da disparità di trattamento e assenza di criteri trasparenti, puntando il dito contro la gestione di Gianluca Rocchi e della sua commissione. Secondo quanto riportato dall'assistente calabrese, le designazioni e i voti assegnati dagli organi tecnici non risponderebbero a logiche di prestazione sul campo, bensì a necessità politiche interne all'associazione. Rocca evidenzia come la sua carriera sia stata stroncata da valutazioni pesantemente condizionate, citando episodi specifici come la gara Frosinone-Sampdoria del 18 agosto 2024. In quell'occasione, nonostante un errore giudicato di difficile lettura dal VAR, il suo voto fu abbassato drasticamente a 8.30, una penalizzazione che non sarebbe stata applicata con lo stesso rigore ad altri colleghi protetti dal sistema.

Uno dei punti più controversi dell'esposto riguarda l'operato della Commissione Osservatori Nazionale (CON) e le presunte interferenze dirette del designatore durante lo svolgimento delle partite. Rocca menziona un episodio avvenuto durante Udinese-Parma, dove Gianluca Rocchi, presente nella centrale VAR di Lissone come supervisore, avrebbe fisicamente "bussato sul vetro" della postazione per richiamare l'attenzione dell'arbitro Paterna e dell'assistente Sozza, spingendoli a correggere una decisione sul campo. Al contrario, in altre sfide cruciali come Inter-Verona o Inter-Roma, simili interventi non si sarebbero verificati, determinando risultati che avrebbero potuto alterare l'andamento dell'intero campionato. Queste discrezionalità nell'uso della tecnologia e nella supervisione dei vertici arbitrali sono ora al vaglio degli inquirenti, che cercano di capire se vi sia stata una reale volontà di indirizzare gli esiti sportivi attraverso il controllo degli ufficiali di gara.

L'esposto di Domenico Rocca non risparmia nomi illustri, citando assistenti come Zingarelli, Di Monte e Perrotti, descrivendo casi in cui i voti sarebbero stati "aggiustati" post-gara per garantirne la permanenza in organico. Ad esempio, viene citata la gestione di Zingarelli dopo un grave errore in Milan-Atalanta, premiato successivamente con un 8.60 in una gara di cartello come Juve Stabia-Sampdoria per ristabilirne la posizione in classifica. Secondo Rocca, questo meccanismo di protezione era riservato solo a chi era considerato "amico" della commissione, mentre per chi non era allineato, come nel caso legato a De Meo Pasquale, scatterebbe una sorta di mobbing tecnico volto all'esclusione definitiva. L'ex assistente accusa apertamente Rocchi e i suoi collaboratori, tra cui Tonolini e Di Liberatore, di aver creato un clima di insicurezza professionale attraverso telefonate intimidatorie e revisioni arbitrarie delle immagini video, come accaduto dopo Cesena-Spezia del 15 marzo 2025.

Le implicazioni politiche interne all'AIA appaiono altrettanto profonde. Rocca suggerisce che l'attuale gestione abbia tradito i principi di lealtà e correttezza, ricordando le figure di Stefano Farina e le precedenti governance di Trentalange e Baglioni. La critica si estende alla decisione di rimuovere Rizzoli per insediare Rocchi, una mossa che avrebbe portato a una gestione definita quasi dittatoriale, dove le persone verrebbero trattate come "animali da macello". Mentre la giustizia sportiva aveva inizialmente archiviato il caso, l'intervento della magistratura ordinaria apre scenari penali pesantissimi. Gianluca Rocchi ha dichiarato di essere sereno e di voler continuare il suo lavoro, ma l'opinione pubblica e le società di Serie A chiedono ora massima trasparenza. Se le accuse di Domenico Rocca venissero confermate, ci troveremmo di fronte al più grande scandalo arbitrale dopo i fatti di Calciopoli del 2006, mettendo a rischio l'autonomia dell'intera classe arbitrale italiana e la regolarità delle competizioni passate e future.

Pubblicato Domenica, 26 Aprile 2026 a cura di Marco P. per Infogioco.it

Ultima revisione: Domenica, 26 Aprile 2026

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