Le costellazioni di satelliti Starlink, visibili come scie luminose nel cielo notturno, sono diventate una presenza costante, causando crescente preoccupazione tra gli astronomi. Sebbene l'impatto visivo sia fastidioso, è l'inquinamento radio a rappresentare una minaccia ben più grave per la radioastronomia. Un'analisi approfondita del sito britannico The Register, basata sulle dichiarazioni di Tudor Williams, tecnologo e specialista in radiotecnica di Filtronic, mette in luce le problematiche legate all'inquinamento radio dello spazio e le possibili soluzioni.
Il problema principale risiede nella progettazione delle antenne satellitari. I produttori non si impegnano a creare lobi di radiazione del segnale radio sufficientemente stretti, consentendo la formazione di lobi laterali potenti che causano sovrapposizioni non documentate dei canali di comunicazione e interferenze con le frequenze utilizzate dai radiotelescopi. Questa situazione è aggravata dalla mancanza di controlli severi da parte delle autorità di regolamentazione e dalla tendenza a risparmiare sui test a terra delle apparecchiature prima del lancio. Una volta in orbita, è praticamente impossibile rimuovere un satellite che viola le normative.
In teoria, si potrebbe obbligare le aziende a sviluppare apparecchiature radio perfettamente funzionanti, ma ciò comporterebbe costi elevati, scoraggiando la produzione di massa. Williams suggerisce che le autorità di regolamentazione potrebbero revocare o negare il rinnovo delle licenze agli operatori che lanciano satelliti non conformi alle normative sulle frequenze e sulla direttività delle antenne. "Forse, inizialmente, le regole non erano abbastanza rigide", afferma Williams. "Man mano che raccoglieremo più dati, potremo stabilire bande proibite più severe e regole più rigide in futuro". Le "bande proibite" sono porzioni dello spettro radioelettrico tra le bande attive, che fungono da cuscinetto per prevenire la fuoriuscita di segnali da un canale all'altro.
Secondo Williams, i progettisti fanno del loro meglio, ma a volte si verificano errori che portano a perdite nello spettro. Le autorità dovranno definire un livello accettabile di interferenza. La situazione potrebbe migliorare con la crescente consapevolezza del problema e con la collaborazione di aziende come SpaceX con scienziati e autorità di regolamentazione per sviluppare apparecchiature più avanzate. Tuttavia, questa è una magra consolazione per gli astronomi, che devono affrontare migliaia di nuove fonti di interferenza.
L'aggiornamento delle apparecchiature sui satelliti esistenti è impraticabile. Tuttavia, si potrebbe modificare la forma del segnale per ridurre il livello di interferenza senza sostituire i satelliti. L'intelligenza artificiale potrebbe essere utilizzata per ottimizzare il segnale, rendendolo il più vicino possibile all'ideale. Un approccio coordinato tra autorità di regolamentazione, operatori, produttori di apparecchiature e scienziati è essenziale per apportare cambiamenti positivi. "Il feedback delle organizzazioni che stabiliscono gli standard sarà trasmesso agli operatori satellitari, che in futuro dovranno migliorare i loro sistemi", conclude Williams. La sfida è trovare un equilibrio tra lo sviluppo tecnologico e la tutela dell'ambiente radioelettrico, garantendo che le future generazioni di astronomi possano continuare a studiare l'universo senza interferenze.
L'inquinamento radio rappresenta una minaccia crescente per la radioastronomia, un campo scientifico che ci permette di scrutare l'universo attraverso le onde radio emesse da stelle, galassie e altri oggetti celesti. Questi segnali, spesso estremamente deboli, possono essere facilmente oscurati dalle interferenze generate dalle attività umane, come le comunicazioni satellitari. La proliferazione di costellazioni di satelliti come Starlink, progettate per fornire connettività internet a livello globale, ha esacerbato questo problema, creando un vero e proprio "smog radio" nello spazio.
Gli astronomi di tutto il mondo stanno lanciando l'allarme, sottolineando che l'inquinamento radio potrebbe compromettere la capacità di effettuare scoperte scientifiche fondamentali. La ricerca di segnali provenienti da civiltà extraterrestri, lo studio delle origini dell'universo e la mappatura della distribuzione della materia oscura potrebbero diventare sempre più difficili, se non impossibili, a causa delle interferenze. È quindi fondamentale che i governi, le aziende e la comunità scientifica collaborino per trovare soluzioni sostenibili che consentano di proteggere l'ambiente radioelettrico e garantire il futuro della radioastronomia. Ciò potrebbe includere lo sviluppo di tecnologie di mitigazione dell'inquinamento radio, l'adozione di normative più stringenti per l'emissione di onde radio da parte dei satelliti e la creazione di zone di protezione radio attorno ai radiotelescopi.

