L'attaccante nigeriano Victor Osimhen, ora in forza al Galatasaray, torna a parlare del suo passato in Italia, rilasciando dichiarazioni che riaccendono i riflettori sul suo mancato trasferimento alla Juventus e sulla rottura con il Napoli. In vista della sfida di Champions League tra la Juventus e il Galatasaray, Osimhen ha confidato alla Gazzetta dello Sport di essere stato vicino a vestire la maglia bianconera prima di approdare in Turchia.
"Sì, avrei potuto giocare nella Juve", ha ammesso Osimhen. "Prima di accordarmi con il Galatasaray, Giuntoli mi contattò per portarmi a Torino. Ho parlato con persone del club e ho percepito un forte interesse, ma sapevo che De Laurentiis non mi avrebbe lasciato partire. Tuttavia, l'interesse della Juve era concreto e quando un club del genere ti chiama, devi almeno ascoltare".
L'attaccante ha anche espresso il suo parere su Luciano Spalletti, suo ex allenatore a Napoli: "Si diceva che avessimo litigato, ma non è vero. Lo stimo molto. Ha dormito per mesi nel centro sportivo per convincerci a vincere lo scudetto. Ha valorizzato giocatori come Kim, Anguissa, Kvaratskhelia e me, portandoci al top. Pretendeva tanto, ma dava tantissimo. Allenatori come lui ti fanno crescere prima come uomo e poi come calciatore".
Tuttavia, l'esperienza di Osimhen a Napoli si è conclusa in modo amaro, soprattutto a causa di un video pubblicato dal club su Tik Tok: "Mi dispiace per i tifosi, ma dopo quel video qualcosa si è rotto definitivamente. Chiunque può sbagliare un rigore, ma il Napoli l'ha fatto solo con me, con allusioni inappropriate. Sono stato vittima di insulti razzisti e ho deciso di andarmene. Ho cancellato le foto con la maglia del Napoli dal mio Instagram e hanno colto l'occasione per mettermi contro i tifosi. Mia figlia è più napoletana che nigeriana...".
Osimhen ha rivelato anche dettagli sul suo contratto con il Napoli: "Avevamo un accordo verbale in base al quale sarei potuto partire l'estate successiva, ma l'impegno non è stato mantenuto. Hanno cercato di mandarmi a giocare ovunque, mi trattavano come un cane. Ho faticato tanto per arrivare dove sono e non potevo accettare quel trattamento. Non sono un burattino".
Infine, Osimhen ha parlato del suo rapporto con Antonio Conte, che lo avrebbe voluto trattenere a Napoli: "Conte mi ha chiamato nel suo ufficio e mi ha detto che era a conoscenza della situazione, ma voleva che rimanessi. Gli ho spiegato che mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, ma avevo già fatto la mia scelta: non volevo restare in un posto dove non mi sentivo felice". Le dichiarazioni di Osimhen aprono nuovi scenari sul suo futuro e sul suo rapporto con il calcio italiano, lasciando intendere che il suo addio al Napoli è stato segnato da profonde delusioni e incomprensioni.

