Nei primi giorni di test in Bahrain, le soluzioni tecniche delle monoposto di F1 catturano l'attenzione degli addetti ai lavori. Tra le novità più evidenti, spicca l'evoluzione delle pance laterali dell'Audi R26, con bocche dei radiatori trasformate da orizzontali a verticali, ridisegnando completamente i sidepod.
Tuttavia, le innovazioni più interessanti non sono sempre quelle più appariscenti. La Williams FW48, guidata da Alexander Albon, si distingue per una scelta di micro-aerodinamica concentrata nell'area del T-tray. Nonostante la vettura sia ancora in fase di ottimizzazione del peso, come dimostrano i tempi registrati durante i test, il team di Grove sta lavorando meticolosamente per migliorare l'efficienza aerodinamica.
Sotto la supervisione di Pat Fry e Matt Harman, gli ingegneri Williams hanno introdotto quattro piccoli generatori di vortice nel bulbo in carbonio che carena lo smorzatore dello splitter. Questi elementi, apparentemente insignificanti, testimoniano l'importanza di ogni dettaglio nello sviluppo di una monoposto di Formula 1. Anche modifiche minime possono contribuire a migliorare le prestazioni complessive.
La zona del T-tray, situata nella parte inferiore del telaio, è diventata un'area cruciale per la gestione dei flussi aerodinamici. I generatori di vortice, posizionati strategicamente, aiutano a controllare il flusso d'aria che passa sotto la vettura, riducendo la resistenza e aumentando la deportanza. Questo si traduce in una maggiore aderenza e velocità in curva.
La Williams, dunque, continua il suo percorso di sviluppo, concentrandosi sia sulla riduzione del peso che sull'ottimizzazione aerodinamica. La FW48 rappresenta un passo avanti rispetto alla vettura della stagione precedente, con un approccio innovativo e una grande attenzione ai dettagli. Resta da vedere se questi sforzi si tradurranno in risultati concreti in pista, ma il team di Grove sembra determinato a tornare ai vertici della Formula 1.

