La Ferrari affronta un momento cruciale nei test pre-stagionali in Bahrain, scegliendo di utilizzare la stessa power unit (067/6) impiegata nei test di Barcellona. Questa decisione, condivisa probabilmente anche da altri costruttori, mira a valutare la durata e l'affidabilità del motore in condizioni climatiche decisamente più impegnative rispetto a quelle riscontrate in Catalunya. Enrico Gualtieri, a capo del team motoristico, non intende utilizzare una seconda unità per la prima sessione ufficiale a Sakhir, con l'obiettivo ambizioso di completare l'intera preparazione invernale con un singolo motore.
Questa strategia sottolinea l'importanza cruciale dell'affidabilità in vista della stagione 2026, che vedrà l'introduzione di nuove normative sui propulsori. A differenza degli anni precedenti, dove erano consentite quattro power unit per pilota, nel 2026 ne saranno disponibili solo tre, aumentando significativamente la pressione sulla durata di ciascuna unità. Ogni motore dovrà coprire circa otto Gran Premi, rendendo l'affidabilità un fattore determinante per il successo in campionato. La nuova generazione di propulsori, con una ripartizione della potenza equa tra il motore endotermico a 6 cilindri e il motogeneratore elettrico, impone sfide inedite ai team.
In questo contesto, la FIA ha deciso di estendere la vita utile delle singole unità, consentendo ai piloti di utilizzare solo tre PU per l'intera stagione. Questo cambiamento regolamentare evidenzia l'importanza cruciale della gestione dell'affidabilità per competere al vertice della Formula 1. L'attenzione si concentra, quindi, sulla capacità dei team di massimizzare la durata dei motori senza compromettere le prestazioni. Durante i test in Bahrain, la Ferrari raccoglierà dati essenziali per ottimizzare la strategia di utilizzo dei propulsori nel corso della stagione.
Parallelamente ai test in pista, a Sakhir si terrà anche una riunione della F1 Commission per discutere la proposta del PUAC (Power Unit Advisory Committee) riguardante la verifica del rapporto di compressione. La proposta prevede di effettuare la verifica non più a temperatura ambiente, ma a caldo, una modifica che potrebbe avere implicazioni significative per i costruttori. La presenza delle squadre, oltre ai costruttori di power unit (Honda, Ferrari, Audi e Red Bull Powertrains), potrebbe portare a un cambio di equilibri nelle decisioni. In particolare, è in discussione la micro camera di combustione aggiuntiva della Mercedes, una soluzione approvata dall'esperto FIA Vincent Pereme ma contestata da altri team.
La risoluzione di questa controversia sui motori è fondamentale per garantire un avvio corretto del mondiale 2026, evitando potenziali reclami già dalla prima gara in Australia. Il ruolo della Federazione Internazionale sarà determinante nel mediare tra le diverse posizioni e assicurare una competizione equa e trasparente. La Ferrari, con il suo impegno nello sviluppo del motore 067/6, si prepara ad affrontare le sfide tecniche e regolamentari della nuova era della Formula 1, puntando a un ruolo da protagonista nel campionato 2026.

