La Yamaha sta affrontando una trasformazione radicale nel mondo della MotoGP, abbandonando il tradizionale motore a quattro cilindri in linea per abbracciare l'architettura V4. Questa mossa audace, compiuta in vista dei grandi cambiamenti regolamentari del 2027, mira a correggere le debolezze croniche della M1, in particolare la difficoltà di generare aderenza in accelerazione. I primi test con il nuovo motore, effettuati a Valencia alla fine del 2025, hanno rivelato miglioramenti significativi ai bassi regimi, con un impatto positivo soprattutto in fase di frenata.
Alex Rins, nuovo pilota del team Yamaha Factory Racing, ha sottolineato come il V4 offra un feeling decisamente migliore in frenata rispetto al precedente quattro cilindri in linea. "Con il quattro cilindri in linea, si frenava praticamente solo con l'anteriore. Con questa moto, si possono usare entrambe le ruote, e non appena si frena, la moto si inclina leggermente, il che aiuta molto", ha spiegato Rins. Questo miglioramento è legato anche a un freno motore più efficace, che consente di gestire meglio la stabilità della moto in ingresso di curva.
Anche Fabio Quartararo, che aveva più volte lamentato la difficoltà di gestire l'erogazione ai bassi regimi con il vecchio motore, ha notato una maggiore fluidità con il V4. Tuttavia, questa rivoluzione tecnica sembra avere anche un rovescio della medaglia. Secondo i primi feedback, la nuova Yamaha ha perso parte della sua proverbiale maneggevolezza sull'anteriore, un punto di forza che aveva sempre contraddistinto la moto giapponese.
Jack Miller, pur riconoscendo il DNA Yamaha nel nuovo motore, ha paragonato il suono e le sensazioni del V4 a quelli di altre moto come KTM e Honda, con un'inerzia simile a quella della Ducati. Resta da vedere se la Yamaha sarà in grado di trovare il giusto compromesso tra potenza, guidabilità e agilità per competere ai vertici della MotoGP. L'evoluzione del motore sarà cruciale nel corso del 2026, sfruttando le concessioni regolamentari che consentono alla Yamaha di sviluppare il propulsore durante la stagione.
Questa scelta strategica di Yamaha, pur essendo un motore che sarà utilizzato per un solo anno prima del cambiamento del regolamento, sottolinea l'importanza di acquisire esperienza e di colmare il gap con i rivali, in vista del futuro della MotoGP. Il passaggio al V4 rappresenta una sfida ambiziosa, ma anche un'opportunità per la Yamaha di reinventarsi e tornare a lottare per il titolo mondiale.
Il team di ingegneri guidato da Vincent Lalanne-Sicaud è al lavoro per affinare il pacchetto e risolvere i problemi di gioventù del nuovo motore. L'obiettivo è massimizzare il potenziale del V4 senza sacrificare l'agilità che ha sempre caratterizzato la Yamaha. I prossimi test saranno fondamentali per valutare i progressi compiuti e per definire la strategia di sviluppo in vista del campionato 2026.

