La Yamaha si prepara a una rivoluzione epocale nel mondo della MotoGP. A partire dal 2026, la casa di Iwata abbandonerà il suo storico motore quattro cilindri in linea per abbracciare un'architettura V4, una scelta dettata dalla volontà di competere ad armi pari con le rivali e superare i limiti prestazionali raggiunti con la configurazione attuale.
L'annuncio ufficiale è arrivato durante il GP di Valencia, ma le indiscrezioni su un possibile passaggio al V4 circolavano già da tempo. Il progetto, anticipato da Motorsport.com nell'estate del 2024, è stato inizialmente presentato come un'esplorazione di nuove vie di sviluppo, ma ben presto è diventato chiaro che il quattro cilindri in linea aveva esaurito il suo potenziale.
Lin Jarvis, storico team principal Yamaha, ha spiegato come è nata l'idea: "Probabilmente è iniziato... Non ricordo esattamente il giorno - ricordo la riunione ma non il giorno - e in effetti abbiamo detto che avevamo bisogno di un piano B. Siamo fiduciosi nel quattro cilindri in linea, vediamo che è ancora molto performante, ma per fare quel passo in più probabilmente dovevamo allinearci con quello che usano tutti gli altri. L'abbiamo sviluppato come un piano B che potenzialmente poteva diventare un piano A".
Lo sviluppo del motore V4 è stato rapidissimo. Già nell'aprile del 2025, il prototipo era in pista per i primi test, affidati ad Augusto Fernandez e Andrea Dovizioso. Fernandez ha anche partecipato a tre wild-card nella seconda metà della stagione, dimostrando il potenziale del nuovo motore, seppur con ampi margini di miglioramento.
Paolo Pavesio, successore di Jarvis alla guida della Yamaha, ha espresso ottimismo per il futuro: "Mi aspetto un punto di partenza solido, ma una moto che progredirà nel corso della stagione. Questa è la differenza con l'attuale M1, che ha raggiunto il suo massimo potenziale di sviluppo con questo concetto e configurazione di moto, contro una moto che è ancora molto nuova. La cosa più importante sarà continuare a fare progressi nel corso della stagione".
Per realizzare il motore V4, Yamaha ha dovuto incrementare le proprie risorse e adottare un approccio più audace e veloce nello sviluppo. Takahiro Sumi, Project Manager di Yamaha, ha sottolineato: "Sapevamo fin dall'inizio che sarebbe stato molto difficile portare avanti questi due progetti continuando le esperienze del passato, quindi abbiamo cercato di essere piuttosto aggressivi, di lavorare al limite del coraggio e della follia nel nostro metodo di sviluppo. Siamo al centro di questo lavoro e stiamo facendo del nostro meglio, tra eccitazione e un po' di paura".
Lo sviluppo parallelo della "vecchia" M1 e della nuova moto con motore V4 rappresenta una sfida senza precedenti per Yamaha, che deve fare i conti con le limitazioni imposte dagli attuali regolamenti della MotoGP. Non si tratta solo di sviluppare un nuovo motore, ma di riprogettare l'intera moto, tenendo conto delle diverse dimensioni e del differente comportamento del V4.
Max Bartolini, Direttore Tecnico di Yamaha, ha confermato: "Tutti parlano del V4, ma in realtà la cosa più difficile è costruire la moto intorno al motore".
Nonostante la moto sia ancora in fase di sviluppo, i primi test hanno dato risultati incoraggianti, risolvendo alcuni problemi cronici della M1, come il sollevamento della ruota posteriore in frenata. Pavesio ha dichiarato: "Abbiamo già visto che la nuova configurazione, la nuova moto - perché non è solo un nuovo motore - corregge alcuni dei principali problemi della M1, ovvero l'aderenza in accelerazione e la capacità di frenata, perché si può usare la ruota posteriore per frenare. Ovviamente il progetto è ancora in fase preliminare. Ci stiamo avvicinando alla prima specifica di gara, che vedremo a fine febbraio o inizio marzo in Thailandia".
Il passaggio al motore V4 rappresenta una scommessa audace per Yamaha, che punta a tornare ai vertici della MotoGP dopo anni di difficoltà. La nuova moto, frutto di un lavoro intenso e di un cambio di mentalità, dovrà dimostrare il suo potenziale già nei test pre-stagionali e nel corso del campionato 2026. L'obiettivo è chiaro: colmare il divario con la Ducati e le altre rivali, sfruttando i vantaggi offerti dal V4 in termini di potenza, erogazione e gestione della frenata. Resta da vedere se la rivoluzione tecnica di Yamaha darà i frutti sperati e riporterà la casa di Iwata alla vittoria.

