L'ingresso di Cadillac nel mondo della Formula 1 è un evento destinato a lasciare il segno, non solo per il prestigio del marchio, ma anche per l'ambizione che lo anima. Dopo aver fatto rombare il motore per la prima volta allo Shakedown di Barcellona e nei test pre-stagionali in Bahrain, la casa automobilistica americana guarda già al futuro, con un obiettivo ben preciso: realizzare una power unit completamente interna entro il 2029.
Dan Towriss, amministratore delegato di Cadillac, ha ribadito con forza questo piano strategico. Nonostante le sfide e i tempi ristretti, l'azienda è determinata a vedere un propulsore Cadillac sulla griglia di partenza il prima possibile. Questa decisione, come spiegato, non è dettata da mere considerazioni economiche, ma da una precisa volontà di affermare la propria identità nel competitivo mondo della Formula 1. Anche se i regolamenti dovessero cambiare prima del 2031, l'impegno di Cadillac rimane saldo: accelerare il processo di sviluppo del motore per raggiungere l'obiettivo prefissato.
Attualmente, Cadillac collabora con Ferrari per la fornitura della power unit, una partnership strategica in attesa di poter schierare il proprio motore. Inizialmente, si pensava che questa collaborazione potesse estendersi fino al termine dell'attuale regolamento tecnico, con il debutto del motore Cadillac previsto per la nuova era della Formula 1 nel 2031. Tuttavia, le tempistiche potrebbero accorciarsi, spingendo tutti i team coinvolti ad accelerare lo sviluppo di nuovi motori, forse anche V8, abbandonando le configurazioni attuali.
Nonostante questo scenario in evoluzione, Cadillac rimane focalizzata sul suo obiettivo principale: completare la propria identità di team ufficiale nel più breve tempo possibile. A differenza di altre scuderie, come Alpine, che utilizzano power unit di altri costruttori per scelta, Cadillac aspira a essere indipendente sotto ogni aspetto. Questo desiderio di autonomia si traduce in scelte progettuali ben precise. Già quest'anno, ad esempio, Cadillac ha deciso di sviluppare autonomamente diverse componenti del retrotreno, rinunciando a soluzioni già pronte fornite da Ferrari. Il cambio, ad esempio, utilizza solo gli ingranaggi di Maranello, mentre la scatola è stata realizzata internamente per garantire la massima libertà nella progettazione delle sospensioni e delle geometrie.
Pat Symonds, executive engineering consultant di Cadillac, ha confermato questa filosofia nel corso dei test in Bahrain. Secondo Symonds, Cadillac vuole essere artefice del proprio destino, diventando un team ufficiale a tutti gli effetti. Per questo motivo, la vettura non è stata assemblata semplicemente acquistando tutti i componenti disponibili sul mercato. Pur riconoscendo l'importanza della partnership con Ferrari per la fornitura del motore e del cambio, Cadillac ha preferito sviluppare autonomamente il supporto del cambio e la sospensione posteriore, dimostrando la volontà di distinguersi e di affermare la propria identità nel mondo della Formula 1. L'impegno di Cadillac rappresenta una sfida ambiziosa, ma anche un segnale forte della volontà di competere ai massimi livelli e di lasciare un'impronta indelebile nella storia di questo sport.

