Un'ondata di scetticismo e stupore sta travolgendo il mondo della robotica, in seguito alla diffusione di un video che mostra centinaia di robot umanoidi Walker S2, prodotti dall'azienda cinese UBTech, marciare e muoversi in sincronia all'interno di un magazzino. Il filmato, pubblicato il 14 novembre 2025, è diventato rapidamente virale, ma ha anche suscitato forti dubbi, soprattutto negli Stati Uniti.
Brett Adcock, fondatore della società Figure AI e figura di spicco nel settore, ha apertamente espresso la sua incredulità. "Questo non può essere vero. È un falso", ha dichiarato Adcock, mettendo in discussione l'autenticità del video e suggerendo che potrebbe trattarsi di un'elaborazione grafica. La sua reazione non è sorprendente, considerando la sua esperienza diretta nella produzione di robot. La sua azienda ha testato i propri robot in una fabbrica BMW, dove hanno riscontrato non poche difficoltà tecniche.
Adcock ha analizzato minuziosamente il video di UBTech, individuando presunte incongruenze nelle riflessioni delle luci sulla superficie dei robot e mettendo in dubbio la possibilità che un numero così elevato di macchine possa operare in modo così coordinato. La risposta di UBTech non si è fatta attendere: l'azienda ha pubblicato un ulteriore video "dietro le quinte", in cui un drone sorvola le file di robot prima dell'inizio delle riprese. Questo filmato, se da un lato ha impressionato il pubblico generalista, dall'altro ha generato un vero e proprio shock tra gli esperti, che si interrogano sullo stato reale della robotica in Cina.
La questione sollevata da Adcock è di fondamentale importanza: la Cina è davvero all'avanguardia nella robotica umanoide, o si tratta di una dimostrazione tecnologica esagerata? Se il video di UBTech fosse autentico, rappresenterebbe un punto di svolta nel settore, con implicazioni significative per l'economia e la società. Tuttavia, se si trattasse di una simulazione, ciò solleverebbe interrogativi sull'affidabilità delle informazioni provenienti dalla Cina e sulla sua reale capacità di competere con gli Stati Uniti nel campo della robotica.
UBTech ammette che la Cina è ancora indietro nella qualità di alcuni componenti, come i giunti dei robot, ma sottolinea che il paese produce circa l'80% dei componenti necessari e che la collaborazione tra sviluppatori e produttori è estremamente efficiente, consentendo di trasformare un prototipo in un prodotto finito in soli sei mesi. L'azienda evidenzia anche l'importanza dell'open source, che permette a sviluppatori di tutto il mondo di contribuire al miglioramento del controllo dei robot. Questo, secondo UBTech, è il segreto del successo della robotica cinese.
Resta da vedere se Adcock e altri esperti americani si lasceranno convincere dalle argomentazioni di UBTech. La sfida è lanciata: la Cina dovrà dimostrare concretamente la sua leadership nel settore della robotica umanoide, superando lo scetticismo e le accuse di falsificazione. In gioco c'è la credibilità del paese e la sua capacità di competere con gli Stati Uniti nella corsa all'innovazione tecnologica.
La vicenda solleva anche una questione più ampia: come distinguere la realtà dalla finzione in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia? I video e le immagini possono essere facilmente manipolati, rendendo difficile valutare l'autenticità delle informazioni che riceviamo. È quindi fondamentale sviluppare un pensiero critico e una capacità di analisi per non cadere vittime di false rappresentazioni e propaganda.
In conclusione, il dibattito sulla robotica cinese è un esempio di come la tecnologia possa generare sia entusiasmo che preoccupazione. La sfida tra Cina e Stati Uniti nel settore è destinata a intensificarsi, e sarà interessante osservare come si evolverà la situazione nei prossimi anni. Una cosa è certa: la robotica umanoide rappresenta una delle frontiere più promettenti dell'innovazione tecnologica, con il potenziale di trasformare radicalmente la nostra vita e il nostro lavoro.
Prima di procedere


